Giornate NFA 2013 - video seconda e terza giornata

Registrato Mercoledì 5 giugno 2013, 8:00 780 minuti

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La registrazione della prima giornata è qui

Diretta video disponibile da qualche minuto prima dell'inizio

Prima parte

Seconda parte

Terza parte

Terza giornata

Terza parte

1 commento (espandi tutti)

Il video della prima sessione è purtroppo parziale, credo per ineluttabile conseguenza dei problemi tecnici avuti sul posto.  Comunque anche quello che è stato registrato è molto interessante, e consiglio la visione a chiunque di voi sia interessato a questioni di monetary policy, in quanto la critica esposta da Boldrin e altri al modello prevalente di monetary policy è nel suo complesso coerente e molto interessante.  Devo però fare qualche considerazione su alcuni limitati punti che mi sono stati poco chiari.

Tra le prime cose che vengono dette nel video, ci sono le due seguenti: (1) il trade-off inflazione disoccupazione non sembra risultare nei dati, neanche in quelli di breve periodo e (2) la banca centrale non riesce in realtà a prevedere l'inflazione futura, quindi è tutt'altro che ovvio che riesca a controllarla.  In ambedue i casi, la questione non può a mio avviso essere chiusa in questi termini senza considerare esplicitamente un problema statistico che alcuni chiamano "problema del termostato", anche se più formalmente rientra (a seconda dei casi) tra i problemi di multicollinearità o di endogeneità.  Il punto essenziale è che le variazioni dell'inflazione non sono esogene, ma sono controllate dalla stessa banca centrale che persegue un obiettivo di controllo.  Nel primo caso, ciò significa che le variazioni registrate di inflazione e disoccupazione saranno dominate da spostamenti "del" trade-off, e non da quelli "lungo" il trade-off[1].  Nel secondo caso, la banca centrale non potrà fare previsioni sull'inflazione diverse dal suo obiettivo, perché gli indicatori nel suo set di informazioni  sono già stati usati per fare la regolazione, e qualsiasi deviazione sarà imprevedibile in quanto risultato del "rumore" o errore di controllo.  (Peraltro, una delle implicazioni della tesi di Woodford sull'importanza delle aspettative è che la banca centrale può limitarsi a tenere conto delle aspettative di mercato).

[1] Infatti le migliori "curve di Phillips" si registrano nelle economie dove le politiche macroeconomiche non operano e le variazioni della domanda sono grandi, ad esempio Hong Kong durante il regime di cambi fissi con il dollaro, in quanto (1) le aspettative di lungo periodo erano ancorate,  e (2) la politica monetaria era pressocché indipendente dall'economia locale.

Il secondo punto che non mi è chiaro è sulle variazioni dei prezzi degli assets a seguito di shock di politica monetaria.  A quanto ho capito, nell'esposizione degli autori tali variazioni dipendono da complessi effetti di portfolio-balance da parte delle banche, ancora tutti da chiarire.  Però se la politica monetaria fosse efficace, dovremmo attenderci variazioni degli asset per effetto delle mutate aspettative sull'economia reale.  Questo spiegherebbe in particolare perché i prezzi delle obbligazioni (anche quelle legate all'inflazione) siano potuti scendere in occasione dei QE negli Stati Uniti (ma lo stesso vale per la recente esperienza giapponese), che in un ottica di portfolio balance dovrebbe essere completamente inaspettato.

L'idea poi che la politica monetaria possa essere inefficace perché la moneta creata "ristagna" nei mercati degli assets e non entra nell'economia "normale" sembra rispondere più al senso comune che ad un modello preciso.  Non per dire che sia scorretta in quanto tale, ma dovrebbe essere sviluppata.  Forse peraltro sarebbe più corretto parlare di aumento della domanda di moneta, accompagnato da prezzi elevati in alcuni assets, in quanto senza una disponibilità di detenere saldi monetari elevati non si capisce come la moneta possa "ristagnare".

Aggiungo un'ulteriore considerazione, sulla supposta differenza tra helicopter drops e operazioni di acquisto di assets (operazioni di mercato aperto).  Non riesco a capire dove sia questa differenza.  Se un banchiere centrale dice ad X: "ti butto 10'000 € da un elicottero, però tu mi restituisci la contropartita in attività finanziarie, ad esempio titoli di stato, oro o metti a disposizione il collaterale per un prestito", dove è la differenza tra questo e una "helicopter drop" classica?  Effetto ricchezza?  Non mi risulta che la politica monetaria si basi su questo.  Però l'offerta di moneta è stata aumentata, probabilmente oltre la disponibilità di X di detenere liquidità.  Supposto che l'aumento sia permanente (ciò perché la moneta è un bene durevole), perché non dovrebbe esservi incremento della domanda/inflazione?

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