Perché non se ne deve parlare. La parabola di Italo e Germano

18 settembre 2018sandro brusco

Il 21 settembre ci sarà la presentazione del volume ''Cosa succede se usciamo dall'euro? Quanto costerà e chi ne pagherà il prezzo. È una raccolta di saggi di diversi autori, curata da Carlo Stagnaro. Sono uno degli autori, ho scritto il pezzo che cerca di spiegare perché è dannoso anche solo parlare di possibile uscita dall'euro. È un saggio leggero e di battaglia, niente di particolarmente profondo e originale, ma mi sono divertito a scriverlo. Ne pubblico qui ampi stralci.

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Il governo rosso-brunato. VI

18 settembre 2018michele boldrin

Il terzo pilone ideologico del governo rosso-brunato: il socialismo economico. Non credo vi sia necessità di documentarlo, è sotto gli occhi di tutti. Più rilevante notare che non è nulla di nuovo ma una continuazione delle pratiche (e delle ideologie) di governo dell'economia in uso dall'inizio del secolo scorso ed alle quali si son fatte poche eccezioni. Come gli altri piloni anche questa spiega perché oggi questo sia il vero governo che gli italiani non solo vogliono ma hanno sempre voluto. 

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Prima gli italiani - Del mio razzismo.

25 settembre 2018michele boldrin

Sulla questione immigrazione e xenofobia ho pensato molto e scritto pochissimo. Ho polemizzato altrove con chi propone azioni politiche xenofobe ma anche con chi invoca l'accoglienza indiscriminata. Più con i primi che con i secondi perché son sia più pericolosi che numerosi, in questi anni. Ma sulla questione di fondo la mia posizione rimane salomonica, o cinica se volete. Provo a spiegarmi. Vi avviso, questo è lungo.

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Il governo rosso-brunato. V

3 settembre 2018michele boldrin

Da dove spunta il populismo politico attuale, secondo cui "uno vale uno", "i tecnocrati son la causa della crisi", "per governare bene basta essere onesti", e così via? L'hanno davvero inventato Grillo e Salvini? È davvero la grande novità che sembra essere? 

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Il governo rosso-brunato. I

1 agosto 2018michele boldrin

Riflessioni sui tempi che corrono. Partirò dalla contingenza politica italiana per poi allargare il campo d'indagine anche oltre il presente e oltre l'Italia. Esiste qualcosa che meriti "fare" o, invece, e' più saggio sedersi sul monte a guardare come demografia, tecnologia e religione cambiano di nuovo l'Occidente e il mondo? Questa è la domanda che mi pongo.

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Quota 102, Quota 39 e 62

9 maggio 2018lodovico pizzati

Abolire la riforma Fornero è il primo punto programmatico per Salvini. Con una sostanziale maggioranza parlamentare (Lega più Cinque Stelle) a favore di ritoccare il sistema pensionistico, la domanda non è cosa sia giusto o sbagliato fare, ma quale sarà l’impatto di un’inevitabile riforma. Forse il tutto non sarà poi così drastico.

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I sette peccati capitali della scuola italiana. Con accenno a possibili rimedi

18 marzo 2018Fabrizio Bercelli

Non mi baso su risultati di ricerche, che pure sarebbero utili, ma sulla mia esperienza personale: prima come padre di tre figli che ho seguito, fra elementari e scuola secondaria superiore, in un arco di tre decenni. Ora, da qualche anno, come volontario in un doposcuola per elementari e medie inferiori, frequentato principalmente da piccoli figli di immigrati, quasi tutti nati in Italia. Luogo ora e allora: Bologna. E’ un’esperienza limitata, ma ha il pregio di riguardare sia scolari privilegiati, come i miei figli, sia svantaggiati.

Elenco sette difetti della scuola di cui gli uni e gli altri subiscono ogni giorno le conseguenze, drammatiche per i più svantaggiati, pesanti per tutti. Li chiamo “peccati capitali” perché fanno gravi danni che la scuola potrebbe evitare. Senza far colpa a nessuno: anche gli insegnanti portano il peso di un sistema scolastico disfunzionale.

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Maggioritario puro con preferenze

11 marzo 2018lodovico pizzati

Lega e Cinque Stelle hanno diverse pessime idee in comune, ma condividono un radicamento territoriale che potrebbe dare luce ad una riforma elettorale di gran beneficio per il paese.

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Le promesse (disattese) del governo Berlusconi

1 marzo 2018Leonzio Rizzo

Un esercizio utile per valutare la credibilità delle attuali promesse elettorali è quello di guardare un po’ ai precedenti. Per esempio alle promesse di Berlusconi del 2001 sottoscritte nel Documento di Programmazione Econbomico-Finanziaria (DPEF) per il 2002-2006. Era prevista una crescita del PIL fino al 5% con il mezzogioprno che sarebbe cresciuto più del Nord, il raggiungimento del pareggio di bilancio e il mantenimento di un deficit primario sopra il 5%. In realtà il tasso di crescita del PIL è sempre stato inferiore al 2% escluso il 2006, il deficit è sempre stato superiore al 3% e il deficit primario è stato prosciugato, arrivando ad essere quasi nullo nel 2005. La pressione fiscale e le uscite totali sono rimaste costanti e non sono calate come promesso. Quindi le promesse del governo Berlusconi sono state disattese.

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Una riforma federale con autonomia tributaria

12 gennaio 2018lodovico pizzati

È possibile approvare con ampio consenso una riforma federale, senza che nessuna regione ci rimetta? Si. In questo articolo si calcola il massimo di autonomia tributaria possibile, senza dover ridurre la spesa attualmente disponibile in ogni singola regione.

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