Aldo Agostini

Breve biografia

Romano, da giovanissimo ho militato nei giovani comunisti (un ramo della mia famiglia ha un legame storico con il PCI) giungendo a livelli intermedi di direzione politica. E' stata una grande esperienza umana, di organizzazione e formativa. Anche una grande delusione politica.

Erano gli anni del terrorismo e la mia scelta, decisamente con lo Stato (per me, allora, sicuramente hegeliano...), unitamente a vicende familiari, mi ha spinto a mollare gli studi ed entrare in Polizia.

Erano gli anni della c.d. "riforma di Polizia" e l'idea mi affascinava.

Ovviamente ho smesso qualsiasi militanza politica. Inizialmente l'ho fatto per il militare, poi ci sono rimasto 20 anni, uscendone come Vice Questore e laureato in Legge.

Da funzionario di Polizia, dopo una forte esperienza in Barbagia, la maggior parte della mia attività l'ho fatta in Veneto. Anche la vita in Polizia è stata una nuova, grande, esperienza di vita; ma pure una nuova delusione, proprio verso lo Stato che volevo difendere (che è poco etico...).

Professionalmente credo di aver dato tanto e di avere anche conseguito risultati, nel mio piccolo, importanti. Il mio modo di fare non era affatto da "sbirro" anticonformista, tutt'altro; ma quello di un funzionario rispettoso sul serio dei doveri e della legalità ...anche nella Pubblica Amministrazione!

Poi ho mollato (senza prendere la pensione...) e ho fatto l'imprenditore privato, sempre nel settore della sicurezza e tecnologie avanzate. Vendo servizi e soprattutto consulenza verso grandi aziende e Pubblica Amministrazione. Credo di essere uno dei pochi che ha lasciato un impiego da funzionario pubblico, sicuro, per l'ignoto.

E' stata ed è durissima, ma lo spaccato di paese che sono riuscito ad osservare, con l'occhio disincantato di un poliziotto (perchè resterò "sbirro" a vita), da un lato, e di un imprenditore, dall'altro, mi ha spinto a fare qualcosa in più, a cercare di dare un contributo al paese.

Così ho conosciuto Fermare il declino da subito, grazie ad ... Oscar Giannino. Ho militato da subito, poi in FARE. Così sono tornato a fare politica... sbagliando.

Non riuscirò mai a perdonarmi di essermi fatto incantare: guardando a posteriori i fatti era così chiaro che non poteva essere tutto vero... . Noi tutti abbiamo fatto l'errore peggiore: incarnare nel leader la figura di un eroe senza macchia. Mai più.

Un'altra cosa, che ha a che fare con le polemiche interne a FARE: da organizzatore, il lavoro nel movimento mi è sempre sembrato una corsa in salita più all'interno, che all'esterno.

Il mio obiettivo (basato sul Manifesto di Fermare il declino) era trasversale alle categorie, logore, della destra e della sinistra. Invece, mi sono reso conto che l'offerta di FARE era (ed è) effettivamente diretta a destra e quella non è la mia casa.

Non sono schierato ideologicamente e non ho una formazione di economista. Sul piano personale cerco di crescere, ma anche di comunicare la mia esperienza, che credo quasi unica nel panorama sociale del paese.

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