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Cos'è un economista

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comprendo l'astio contro i ciarlatani, in tutte le discipline, persino nella vita normale e fuori dalle discussioni scientifiche e intellettuali. Tal L. Napoleoni non commette un errore tecnico come economista (si immagini: non sapevo che esiste il teorema di XX e dico l'opposto per incuria, ignoranza, o persino malafede, affermando la negazione del teorema) ma un errore algebrico, forse guidata dalla volonta' politica di generare questo famoso "stato di impossibilita' di pagare il debito"  detto default o insolvenza. Punkt, non vi e' nulla da aggiungere.

Non vi e' nessuna domanda di esibire la tesi pHd. 

En passant, forse come osservazione scientifica e per un amico, il documento/articolo (citato qui da Luca Rigotti) e i cui autori sono Kasher & Rubinstein e' stato scritto da una persona (li conosco tutti e due ma uno e' un amico), Asa Kasher che non ha nessun pHD in economia (per la cronaca, e' un filosofo vero. Tra l'altro l'autore delle linee di condotta di un esercito occupante, come forse non e' arduo comprendere tali questioni sono di crudele e triste attualita' nel caso in cui la nazione di Kasher (Israel) e' un occupante e quindi e' stato di continue frizioni e attriti con le popolazioni civili della riva occidentale (i territori sconfitti ed occupati in vicinaza del regno di Giordania.)

Forse 'e bene riflettere, sine ira ac studio, sul fatto che un economista, pure col dottorato e che partecipa al seminario dei professionisti, si trova a consulare e collaborare con chi, non economista, ciarlatano non e'. 

aneddoti

alberto bisin 8/8/2013 - 09:56

Palma, anche tu con gli aneddoti? Conosco uno che non ha un PhD e ha scritto una cosa (cento cose) intelligenti? Cazzo ma credete tutti che sia un cretino? ci saranno 10,000 economisti al mondo che soddisfano le categorie che ho delineato. Proprio perche' non c'e' nessun ordine e' pieno di altri che non le soddisfano (quanti? 100, 300?). Dobbiamo citarli a uno a uno? Facciamolo, se volete, il mio punto e' che non arriveremo mai a CB, PGG, LN etc. Non dubito che tu sia d'accordo. Credete che non sappia che  tirare una linea e' arbitrario e attorno alla linea e' tutto un casino, sia sopra che sotto? 

Ho mai detto che quelli sotto, appena sotto o molto sotto, incluso CB, PGG, LN, non dovrebbero parlare? Ho solo detto che se parlano di cose che non sanno dichiarandosi sopra la linea sono disonesti. 

Ne'elam, credi non sappia che l'operazione di tirare la linea appare snob e attira nemici? Davvero mi considerate tutti cosi' coglione? Lo so, pero' e' inaccettabile che nel dibattito economico italiano tali forme estreme di disonesta' intellettuale siano comuni. Cosi' finisce che un matematico (intelligente per definizione) si convince che LN e' una seria economista perche' implicitamente (nel suo snobismo vero) non riconosce alla disciplina economica la capacita' di discriminare che invece da' per scontata alla matematica ("se tu dimostri teoremi...." mi dice; ma chi lo dice che i miei sono teoremi e non poesia in forma di formule?)

Veramente non capisco piu' nulla. O io sono un genio e non lo sapevo, oppure la discussione qui e' distorta, emotivamente irrazionale. Either way, tenetevi le definizioni di CB, PGG, LN come economisti, cosi' entra anche il filosofo con cui lavora Rubinstein e il matematico o lo psicologo che hanno avuto contributi fondamentali all'economia.

Chi e' lo snob, qui. Io che mi preoccupo per il lettore che non sapara' mai se le mie poesie simboliche son teoremi o voi che invece sapete distinguere teoremi veri da poesia o  il filosofo buono da quello cattivo,  e quindi la definizione larga non vi fa un baffo, anzi, vi fa apparire intellettualmente generosi.

Alberto, la mia sara' una domanda ingenua , ma in assoluta buona fede.

Ti sei mai chiesto, quando scrivi un post, quanto influisca la forma sull'andamento della discussione? Ti parlo dal mio punto di vista e basandomi sulla mia esperienza di insegnante. Concordi che la scrittura sia una forma di comunicazione e che un blog sia una forma di dialogo? Su questa premessa l'autore di un post nella categoria "Qui e' Flg" (non Ex Cattedra) sta cercando di esporre la sua idea e di comunicare. Allora, invece di dire "non capisco piu' niente", perche' non provi a valutare se la distorsione della discussione sia in qualche modo dovuta anche alla forma del tuo linguaggio scritto?

Lo stesso vale per Twitter. Sei sicuro che il tuo approccio formale non sia da valutare e magari ridimensionare? (non ho letto niente dei tuoi twitter perche' twitter personalmente  lo giudico un mezzo per  una conversazione in forma univoca che non mi piace e con cui non interagisco). Vorrei solo domandarti se queste considerazioni le fai, cioe' quelle di riesaminare anche a posteriori la tua forma nello scrivere i post e capire quanto cio' influenzi le risposte che ottieni. Io credo di si, (che dentro di te ti interroghi sul tuo stile) si capisce dalla veemenza e foga ed emotivita' delle tue risposte. Dal mio punto di vista il tuo stile  in  parte provoca la distorsione e per questo genera in te stizza che si vede dalle risposte. Scusami se mi permetto di chiederti di riflettere su questo aspetto della comunicazione. E' un'arte, la comunicazione, che si puo' sempre migliorare in quanto ci serve per far arrivare agli altri i concetti che riteniamo importanti. Il tuo concetto espresso in questo post e' molto importante, ma forse e' stato "contaminato" da una forma che ha spinto un po' tutti verso una deriva che non ti piace. Almeno io ho ,alla fine,  compreso cosi'. Questa e' la mia riflessione e la mia reazione alla lettura del tuo modo di porti. Con rispetto. Giuliana Allen

certo che me lo chiedo. su Tw certamente e' un pb mio. ho cercato di modificare, non ci son riusciuto, e ho deciso di smettere. questo invece no. se tu presupponi che lo scrivente sia uno stronzo arrogante non noti i caveat. ci sono tutti i caveat e ci sono per una ragione. poi se uno non li vede.... PS tu ti sei accorta di quanto questo tuo commento non sia affatto ingenuo ma sia, come dire, "dall'alto in basso", ridiculously patronizing? Invece di patronize me, leggi il tuo primo post invece e dimmi cosa te ne sembra adesso. Non era un post insensato e dettato da astio immotivato? aspetto risposta. 

Alberto, se si vuol vedere male, si vede sempre male. 

Ho riletto il mio post iniziale,che era stato generato non da astio ma dalla lettura della frase in English che lo precede.  Il mio errore e' stato supporre di poter essere dentro la tua testa e dare tre giustificazioni alla citazione fatta.

Quelle tre supposizioni tu le hai prese come astio; io avrei scelto di dire che il mio commento era  acido. Astio, secondo il Devoto Oli significa = sordo rancore, avversione (dal greco antico haifsts che significa contesa). Una scanzonatura non e' mai cio'; io non stavo e non sto giudicando sulla definizione di economista data da un economista (non mi permetterei mai) stavo commentando sui toni e sulla forma e sull'uso delle parole per veicolare i propi concetti. Il mio primo post era acido paragonabile al gusto del limone o dell'aceto. Ti chiedo scusa, ma trovo che siccome stai dialogando dovresti avere toni piu' pacati. Mi accusi di patronizing che in English ha una connotazione solo negativa, e parti dal presupposto che io sia in malafede. Ingenuamente credevo che tu avessi piacere di capire cosa provoca in chi ti legge il tuo modo di porti. Mi spiace tu sia cosi' suscettibile. I guess it goes with the statment che sei snob. Mi guardero' bene dal lasciarmi influenzare dalla tua forma. Ovviamente se tu ti sei offeso in colpa sono io. Ribadisco la mia ingenuita' e buona fede. Spero che la mia risposta sia cio' che tu aspettassi.

Il tuo discorso penso possa essere sintetizzato in questo modo: chi si approccia ad una disciplina, non avendo i mezzi per scindere quali sono le cazzate e quali le verità, è solito fidarsi o meglio, dovrebbe fidarsi, di colui che è più accreditato a livello accademico/scientifico. Questo concetto è valido sia per la casalinga, che si informa, sia per l'economia stessa, che si impone una disciplina. Questa è la tua tesi, mi pare. Ora, cos'è che ha scatenato le critiche? Le eccezioni. Le numerose eccezioni in cui gente poco o per nulla accreditata accademicamente propone tesi mediamente valide se non superiori a coloro che sono invece 'accreditati'. Ok. Qual'è il punto? Il punto è che l'accademico NON è MIGLIORE per definizione, e a volte NON lo è neanche DI FATTO, ma SE una persona, quale posso essere io, non avesse i mezzi e il tempo per diventare egli stesso un valido economista/conoscitore della disciplina, ciò che può e ciò che dovrebbe fare è rivolgersi a coloro che, per rigorosa selezione interna alla disciplina stessa, sono MEDIAMENTE più informati di chi ne è fuori. E' questa la funzione pratica (tralasciando le questioni sull'onore ecc.) delle definizioni. Per questo motivo, o ci si 'impone' con i contenuti, nel dibattito, oppure non è corretto attribuirsi delle capacità - che la categoria di 'economista' ti attribuisce - che non ti spettano. Poi, ognuno può avere le tesi migliori del mondo, non è questo il punto. Il punto è: qual'è la funzione delle categorie professionali, stabilite gerarchicamente tramite processi selettivi più o meno restrittivi? Attribuire a quelle categorie un'autorità formale che per modalità di selezione ha più probabilità statistica di essere anche autorità sostanziale.

Quello che potrebbe far storcere il naso, però, è che tu stia utilizzando questo argomento perché non ne possiedi altri. Sicuramente molti la interpretano così. Prima cosa. E seconda cosa, è probabile che ci sia una sorta di moto di spirito generale che vorrebbe che qualsiasi argomento e qualsiasi questione venisse affrontata dalle persone non basandosi sull'autorità accademica di qualcuno in particolare, ma piuttosto entrando nel merito delle argomentazioni. Ecco tutto...

se mai esiste e' solo su temi accademici. su tutti gli altri.... io non suggerirei a nessuno investimenti, anche se probabilmente ne capisco di piu' della persona media. Ovviamente molti altri (non accademici) ne sanno piu' di me. Uno degli obiettivi del post era far sapere a chi non sa che questa professione ha un insieme di comportamenti abbastanza generalizzati che sono abbastanza importanti nella sua definizione. Che in alcuni casi coloro che si autodefiniscono economisti sono cosi' lontani da tutto cio' da essere ovviamente millantatori. 

Da quello che ho capito io il problema è semplice, chi non ha titoli accademici e un curriculum adeguato indipendentemente dal fatto che potrebbe avere ragione quando fa alcune valutazioni se pretende di attribuirsi titoli che non possiede è un millantatore.
E chi lo fa è il primo che evidentemente non ha molta fiducia nelle proprie ragioni.
Quindi i sembra che tra chi difende il valore di un titolo che possiede e chi cerca di usare un titolo che non possiede per dare più autorità alle proprie valutazioni sia la seconda categoria a cui si può contestare che "stia utilizzando questo argomento perché non ne possiedi altri."

questo commento mi rimette in rapporto col genere umano :)

Il fatto che uno si faccia passare per economista è scorretto ma comprensibile, per il semplice fatto che come questo post dimostra, l'economista ha o dovrebbe avere un'autorità formale superiore. Se io di economia non so niente, e non ho il tempo di informarmi - è questo il punto - mi fido più di un economista iper graduato o di qualsiasi altro che parla di economia? Ad un certo livello di ignoranza economica, molti si rivolgeranno a chi 'parla meglio', i più furbi a chi è più accreditato. Più uno è informato, più può permettersi di 'fidarsi meno' del titolo, e addentrarsi nei contenuti. L'iter accademico serve ad aumentare le probabilità, tramite selettività 'estrema', che a titolo accademico corrisponda competenza. Ma per chi è ignorante, non per gli eddetti ai lavori. Gli addetti ai lavori esaminano (o dovrebbero esaminare) i contenuti, non si fidano del titolo. Chi è ignorante DEVE potersi fidare del titolo, ed è proprio a questo che serve il titolo, a garantire (mediamente) un livello di preparazione da sbandierare verso chi non sa a chi rivolgersi. Chi sa dove e come guardare, invece, si legge i paper e basta, dei titoli non dovrebbe fregargli niente. Ecco, chi millanta titoli, lo fa perché sa che un sacco di gente (a volte gli stessi accademici, per snobbismo, appunto) si rivolge solo a chi ha dei titoli, pregiudicando il proprio lavoro sulla base del fatto che chi lo ha prodotto non ha nessun titolo. Credo e spero che il contenuto di questo post non fosse voler sottolineare questo snobbismo, quanto piuttosto il tortuoso iter accademico che deve compiere un vero economista. Sbaglio, o in fondo, il titolo serve solo a chi non se ne intende? Secondo me, soprattutto, si.

grazie Jo

aggiungerei solo che sussiste la "necessità e urgenza" dell'articolo di alberto bisin. i millantatori sono tantissimi e pieni di idee, non so se causa o effetto dei nuovi media, e le naturali difese si devono ancora sviluppare compiutamente. il rumore è allora elevato e non ce lo possiamo permettere su questioni cruciali.