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Cos'è un economista

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Gli scienziati che lavorano nei laboratori di chimica sono i nostri economists nelle banche centrali o all'Imf. Per i medici ammetto che e' diverso. Io non avrei nulla contro una definizione ben piu' allargata del termine - la ragione per cui faccio la distinzione e' che questi sedicenti economisti pensano di poter parlare della disciplina, di dove va, e SEMPRE prendono posizione contro cio' che non sanno fare, che non capiscono. SEMPRE. La matematica fa male, perche' non la capiscono. I modelelli DSGE sono assurdi, perche' non li sanno trattare. Capisci che e' diverso. Io non ho mai sentito un medico dire che la ricerca sul cancro e' una puttanata - quelli che lo dicono sono venditori di olio di serpente. In economia succede ogni giorno. E' per questo che e' necessaria una definizione piu' stretta. Se accetti che un non-economista secondo la tua definizione stretta possa dire cose intelligenti di economia ti puoi permettere la definizione stretta. Un medico ha una definizione piu; larga ma non accetta che un non-medico possa curare un malato. Capisci il trade-off. Io accetto che un non-economista abbia ragione e definisco economista in modo ristretto; un medico per definizione definisce un non medico un ciarlatano ma accetta gente che non fa ricerca nella professione. Quale sistema definitorio sia piu' appropriato dipende dalle vicende storiche. Nel caso dell'economia, poiche' fino a ieri era disciplina semi-umanistica e perche' per varie ragioni c'e' molta piu' gente che non capisce un cazzo che la pratica in qualche modo, la definizione piu' ristretta e' maggiormente appropriata secondo me. 

che ci sia un sacco di gente che cerca audience - e mercato - spacciandosi per esperto della materia per spacciare i propri intrugli è inevitabile. Vale per la medicina, mi sembrerebbe strano che l'economia ne sia esente. Chi vende all'angolo delle strade elisir di lunga vita, alla lunga viene spazzzato via e preso a pernacchie se ci riprova, comunque deve cambiare in fretta luoghi dello spaccio. il punto è che esiste una domanda di guaritori miracolosi che non si estingue proclamando che non sono tali, come ci ricordano le recenti vicende italiane sulle staminali. Capisco il fastidio e l'irritazione ma se i media per movimentare il dibattito mettono insieme esperti e apprendisti stregoni - e uno vuole sperare di far capire qualcosa al volgo disperso - deve sopportare la loro presenza. Ribadire a piè sospinto che sono dei reietti e dei cialtroni, suscita simpatia nei loro confronti e accuse di arroganza a chi lo ricorda. Non aiuta, indipendentemente dalla bontà della definizione di economista che uno utilizza.