Titolo

Cos'è un economista

4 commenti (espandi tutti)

Alberto non me ne vorrà ma non concordo con la sua posizione.  Anzitutto i requisiti. secondo alberto devono essere 4.
1. Un economista ha un Dottorato di ricerca (PhD nella dizione anglosassone comune).
2. Un economista fa ricerca.
3. Un economista ascolta seminari e presenta regolarmente il proprio lavoro, a seminari e a conferenze; e poi fa referee report.
4. Un economista insegna ad un dottorato di ricerca e cura l’attività di ricerca degli studenti di dottorato.
Gli effetti di tale scelta sono ben chiari ad Alberto
"l lettore penserà che la mia caratterizzazione della professione di economista è essenzialmente quella di un economista accademico; e che pur includendo alcuni economisti che non sono in accademia, ho comunque ammesso nella categoria solo quelli che si comportano essenzialmente come gli accademici"
Esatto. Secondo questa definizione non esiste un economista diverso dal professore di economia. Gli esempi di Alberto ci vogliono dire che non importa quel che fai ora - certamente Bernake non fa 4, per dire - conta quello che hai fatto nel passato e quello che probabilmente farai nel futuro, ovvero il professore di economia.
La definizione è talmente stringente che non esiste più differenza alcuna fra economista e professore di economia.
Mi sembra una definizione riduttiva e specifica della professione di economista che non vale per nessun altra disciplina. Non vale per i medici, per gli ingegneri, per gli scienziati che lavorano nei laboratori di chimica, biologia etc.
Capisco le ragioni che fanno imbizzarrire Alberto con stampa e cialtroni che utilizzano la dizione economista per qualunque trovatello che affermi di essere figlio del re. Tuttavia la sua definizione, per escludere tutti i trovatelli che reclamano la parentela di cui sopra, esclude i tanti figli naturali che il re nella sua generosa fertilità ha sparso in giro per il paese.  Btw, io sono un figlio naturale.

Condivido l'obiettivo del post, ma concordo con Ne'elam (a parte il fatto che conosco parecchi professori di economia che mancano dei requisiti 2, 3 e 4 ;-)).

Le pagine degli annunci di lavoro dell' Economist (!) sono zeppe di annunci per economist, junior economist, senior economist, chief economist etc, che descrivono professioni sostanzialmente diverse da quella descritta dai requisiti 1,2,3,4.

Mi rendo conto che la descrizione del post risponda meglio alla necessità di distinguere una persona che nella vita si occupi della disciplina economica contribuendovi e non come semplice utilizzatore, ma mi sembra chiaro che il termine è comunemente accettato con un significato più ampio (in cui sguazzano i ciarlatani).

 

Gli scienziati che lavorano nei laboratori di chimica sono i nostri economists nelle banche centrali o all'Imf. Per i medici ammetto che e' diverso. Io non avrei nulla contro una definizione ben piu' allargata del termine - la ragione per cui faccio la distinzione e' che questi sedicenti economisti pensano di poter parlare della disciplina, di dove va, e SEMPRE prendono posizione contro cio' che non sanno fare, che non capiscono. SEMPRE. La matematica fa male, perche' non la capiscono. I modelelli DSGE sono assurdi, perche' non li sanno trattare. Capisci che e' diverso. Io non ho mai sentito un medico dire che la ricerca sul cancro e' una puttanata - quelli che lo dicono sono venditori di olio di serpente. In economia succede ogni giorno. E' per questo che e' necessaria una definizione piu' stretta. Se accetti che un non-economista secondo la tua definizione stretta possa dire cose intelligenti di economia ti puoi permettere la definizione stretta. Un medico ha una definizione piu; larga ma non accetta che un non-medico possa curare un malato. Capisci il trade-off. Io accetto che un non-economista abbia ragione e definisco economista in modo ristretto; un medico per definizione definisce un non medico un ciarlatano ma accetta gente che non fa ricerca nella professione. Quale sistema definitorio sia piu' appropriato dipende dalle vicende storiche. Nel caso dell'economia, poiche' fino a ieri era disciplina semi-umanistica e perche' per varie ragioni c'e' molta piu' gente che non capisce un cazzo che la pratica in qualche modo, la definizione piu' ristretta e' maggiormente appropriata secondo me. 

che ci sia un sacco di gente che cerca audience - e mercato - spacciandosi per esperto della materia per spacciare i propri intrugli è inevitabile. Vale per la medicina, mi sembrerebbe strano che l'economia ne sia esente. Chi vende all'angolo delle strade elisir di lunga vita, alla lunga viene spazzzato via e preso a pernacchie se ci riprova, comunque deve cambiare in fretta luoghi dello spaccio. il punto è che esiste una domanda di guaritori miracolosi che non si estingue proclamando che non sono tali, come ci ricordano le recenti vicende italiane sulle staminali. Capisco il fastidio e l'irritazione ma se i media per movimentare il dibattito mettono insieme esperti e apprendisti stregoni - e uno vuole sperare di far capire qualcosa al volgo disperso - deve sopportare la loro presenza. Ribadire a piè sospinto che sono dei reietti e dei cialtroni, suscita simpatia nei loro confronti e accuse di arroganza a chi lo ricorda. Non aiuta, indipendentemente dalla bontà della definizione di economista che uno utilizza.