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Cos'è un economista

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Se "fai matematica" (provi teoremi, fai congetture matematiche e via discorrendo), sei un matematico. Forse non lo sei professionalmente (cioe, non prendi lo stipendo facendo matematica), ma se hai risultati degni di nota, nessuno ti dira' mai che non sei un vero matematico. Idem per la fisica, uno dei piu grandi fisici della storia, mentre "faceva fisica", lavorava all'ufficio brevetti. Sia in matematica sia in fisica c'e uno stream di pubblicazioni di gente che non e', accademicamente, fisici e matematici. La stragrande maggioranza e' roba errata, a volte aquista un'indebita copertura mediatica (il caso di Garret Lisi), ma i fisici/matematici non evidenziano quasi mai che "X non e un vero scienziato". Gli unici che a volte tendono a farlo sono gli stringhisti, e, non coincidentalmente, e' un campo che, a torto o a ragione, ha qualche problema di credibilita.

Ora, matematica e fisica sono discipline tecniche, dove i non specialisti hanno delle difficolta extra. Nelle scienze sociali (e l'economia lo e'!), le barriere sono molto piu fluide (si pensi a sociologi che fanno scienze politiche o geografi che fanno sociologia).
Gli ultimi anni hanno dimostrato, anzi, che gente tipo Loretta Napoleoni hanno piu probabilita di capire aspetti importanti dell'economia che economisti accademici "ortodossi".
Per questo, il discorso del tipo "Loretta Napoleoni non e' una vera economista" e' del tutto fuori luogo.
Loretta Napoleoni ricerca problemi legati all'economia. Viene pure pagata per farlo.
Ergo, e' un'economista, anche professionista. Forse e' una cattiva economista, e lo si vede in base agli argomenti, ma e' un'economista.

A parte la spocchia e l'arroganza di controbattere con "io ho il pezzo di carta e tu no", e' un'approccio che dimostra parecchia insicurezza intellettuale. A torto o a ragione, e obiettivo che molti, sia nel pubblico nelle altre discipline sociali, hanno seri dubbi sulla metodologia tipica dell'economia accademica di oggi. Gli economisti vengono accusati di usare modelli non realistici, di avere un pensiero unico, di avere conflitti di interesse, di mancare di una prospettiva sociale, e via discorrendo. Forse e' un'accusa falsa, sicuramente accusare tutti gli economisti in blocco e' una grottesca esagerazione.
Ma dichiarazioni tipo "secondo il mio metro tu non sei un'economista, e quindi se ti fai chiamare economista sei un venditore di fumo" non sono un segno di integrita intellettuale.

Forse non lo sei professionalmente (cioe, non prendi lo stipendo facendo matematica), ma se hai risultati degni di nota, nessuno ti dira' mai che non sei un vero matematico.

Scusi signor anonimo, lei i risultati degni di nota come li misura? Non sono un fisico, ma immagino che il Ramanujan di turno che non ha avuto un'educazione formale ma ha provato un teorema rilevante inviera' i suoi risultati ad un'universita' (magari Cambridge) dove qualcuno (chiamiamolo Prof Hardy) dira' "perbacco, costui e' un genio, chiamiamolo a Cambridge".  Loretta Napoleoni non mi pare abbia pubblicato paper rilevanti sottoposti alla comunita' scientifica della sua disciplina, ne' mi pare suoi contributi significativi siano stati riconosciuti dall'Accademia. Ha scritto un best-seller sul finanziamento del terrorismo e analoghi, che comunque ha venduto meno di qualunque libro di Michael Lewis: qualcuno chiama Michael Lewis "economista"? In base a quali meriti Napoleoni discetta di economia internazionale (visto che gli stessi che la citano dicono che il macroeconomista Bisin non ha titoli per parlare)?

Io non provo teoremi, e L Napoleoni non fa ricerca. Io uso matematica e LN straparla di economia che non conosce. Io non sono un matematico e lei non e' una economista. E i matematici, come i fisici, non sono affatto cosi' liberali come fai finta di credere. Giustamente. Vorrei vedere se dicessi di essere un matematico e dicessi che i tuoi teoremi sono inutili e probabilmente errati.

Si che ho capito

Lun 7/8/2013 - 22:42

Se non provi teoremi ovviamente non fai matematica. Ma non la fai perche, appunto, non stai provando teoremi, non perche non hai un pezzo di carta che dice "io sono un matematico". Capire chi capisce qualcosa e chi non capisce nulla della matematica e' abbastanza facile, anche senza pezzi di carta che dicono "PhD".

Invece, che Loretta Napoleoni capisca l'economia meno di uno col pezzo di carta con scritto "economista accademico PhD pluriblasonato" e' tutto da dimostrare. La differenza e' questa.

per evitare alcuni errori di base. Ti rinvio a questa intervista, che non mi risulta sia mai stata smentita, della Napoleoni.

In particolare il pezzo seguente:

Cosa succederebbe all'Italia se optasse per il default volontario?
"Se facesse quello che ha fatto l'Islanda, un'uscita pilotata dall'euro, succederebbe che l'Italia dovrebbe garantire la metà del debito nazionale che è nelle mani degli italiani e delle banche italiane, cioè 2.850 miliardi di euro. Questo si può fare con una patrimoniale secca che colpisca con un 5 per cento su quell'1 per cento della popolazione, cioè quelle 70 famiglie che detengono da sole il 45 per cento della ricchezza nazionale. Basterebbe questo per garantire il debito interno. Dopodiché per quanto riguarda il debito esterno, quello che è in mano alle banche straniere, su quello bisognerà fare una ristrutturazione. Si rinegozia come è successo per esempio a Dubai. Io ti pago 45 centesimi per ogni euro e si stabilisce un programma di pagamento nei prossimi 5 o 6 anni e mano a mano si paga. Dopodiché l'uscita dall'euro permetterebbe di tornare alla lira che si svaluterebbe immediatamente dando una spinta alle esportazioni e più competitività".

Ora, puoi controllare agevolmente su altre fonti che

a) L'Islanda non è mai stata agganciata all'euro, quindi non può mai esserne uscita.

b) La ''metà del debito nazionale'' (ma anche tutto il debito nazionale) è ben inferiore  a 2.850 miliardi di euro anche oggi, e a maggior ragione lo era nel 2011 quando l'intervista venne data.

c) Non è il top 1% della popolazione a detenere il 45% della ricchezza ma il top 10%.

d) Poiché le famiglie italiane sono circa 24 milioni, anche se consideriamo solo il top 1% stiamo parlando di 240.000 famiglie, non 70.

e) Prendendo una ricchezza di circa 8.500 miliardi, il 45% in mano ai ricchi (che è il 10% e non l'1%, ma passi) è 3.825 miliardi. Il 5% di tale somma è 191,25 miliardi. Questo è di un ordine di grandezza inferiore rispetto alle cifre che la Napoleoni vorrebbe ''garantire''.

f) Non conosco la vicenda di Dubai. Ho gugolato ed è saltato fuori questo, che sembra raccontare una storia parecchio diversa da quella della intervista.

Tutti gli errori grossolani che ho elencato sopra sono evitabili da qualunque persona scrupolosa, che semplicemente controlli i dati e la storia ed eviti di dire la prima boiata populista che gli passa per la testa.

Ci vorrebbe invece qualcuno con rudimenti almeno elementari di economia, che a tutta vista la Napoleoni non ha, per spiegare che le cose non sono affatto così semplici quando si parla di ''default ma solo verso gli stranieri'' (che è quasi impossibile da conseguire ed impossibile da fare senza pesanti ritorsioni sia economiche sia politiche dagli altri stati)   e per spiegare che la svalutazione non è proprio questa magnifica panacea, dato che oltre a rendere più facili le esportazioni fa aumentare nell'immediato il costo delle importazioni e nel lungo periodo o produce inflazione o implica una diminuzione dei salari reali.

Spero la situazione sia ora più chiara. Basta parlare di costei, abbiamo veramente tutti di meglio da fare.

8571,43

ne'elam 8/8/2013 - 07:27

sandro, che è economista, sa che le famiglie italiane sono 24 mio. la signora che come pippo non lo sa avrebbe però potuto dividere l'1% della popolazione (approx. 600000) per le 70 famiglie di super ricchi e così scoprire che la dimensione media delle famiglie ricche in italia è di 8571,43 individui. Che IMU pagheranno per stare tutti insieme sotto lo stesso tetto?

basta guardare l'eqivalente dei teoremi che ha dimistrato. cioe' articoli peer reviewed: ZERO. e i mei teoremi sbagliati chi li giudica? suvvia, sii serio.