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Come non capire l'OCSE (e l'economia) per attaccare Andrea Ichino

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Hai ragione sulla Costituzione Italiana.

Ogni volta mi meraviglio di come sia inutile. Dovrebbe difendere il cittadino dall'arbitrio pubblico, invece lo sancisce.

La risposta alla tua domanda è: mi riferisco all'istituto dello "Student Loan".

Chiunque può accedervi, a qualunque età, per qualunque facoltà, senza necessità di requisiti.

Il prestito, che copre la retta universitaria, ma può coprire anche i libri ed il mantenimento durante gli studi se richiesto, viene versato direttamente all'istituto. Che può essere privato o pubblico.

Nota: quelli pubblici non hanno esami di ammissione. Quelli privati fanno quello che vogliono, come è giusto che sia.

Il prestito, un tempo era a interesse nullo. Poi, è stato introdotto l'interesse, ma solo dopo un certo numero di anni successivi al conseguimento del titolo di studio.

Il prestito non è cancellabile dal fallimento personale, come del resto anche i debiti fiscali.

Viene restituito con una percentuale minima del 5% sul reddito netto, ma è lui stesso deducibile dal reddito, essendo riferito ad una spesa che è considerata un diritto.

Mi viene detto che il controllo sulle spese dello studente è stretto, ed utilizzi del prestito diversi da quelli previsti sono perseguiti in modo molto severo.

La mia fonte di informazioni è mia moglie, che ha avuto due "student loans". Uno per la laurea in informatica, e dieci anni dopo per quella da assistente chirurgico (ambedue non vengono riconosciute in Italia, la seconda per il semplice motivo che non esiste).

Quando tornerà a lavorare in USA, continuerà a pagarli con calma, con la solita percentuale sul reddito.