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Spesa in cibo, reddito e vulnerabilità alimentare

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Ehm, scusate ma se oltre al lato economico considerassimo anche il lato politico del mito del km 0 ? Sembra che abbiamo già visto che dal punto di vista economico è o sembra essere proprio un mito quello del km zero, ma dal punto di vista politico mondiale, penso sia preferibile esattamente il contrario del km 0: ho sempre visto la globalizzazione come una fortissima spinta (venuta fuori come effetto sicuramente secondario e non voluto), una fortissima spinta alla Pace Mondiale. Si, proprio così, sembrerà naif, ma se i tentacoli e le relazioni tra i diversi Paesi si approfondiscono, si ramificano e si solidificano (in tutti i campi, non solo alimentare, ma anche economico, finanziario, energetico, ecc.), vai a fare la guerra a chi ti rifornisce di qualcosa di cui hai bisogno, e di cui non puoi fare a meno: noi non possiamo fare la guerra all'algeria o alla russia, che ci danno l'energia; germania e francia non possono farsi la guerra, tanto sono intrecciate le loro economie; cina e stati uniti, come cavolo fanno a farsi la guerra con quello che hanno in gioco di interconnessione e scambi ? Stesso dicasi per le materia alimentari. E' per questo che secondo me la globalizzazione andrebbe spinta ancora di più, e la politica del km 0 osteggiata (sempre entro i limiti del buon senso, ovvio). Non è per questo che gli Stati Uniti dopo la Seconda Guerra Mondiale hanno spinto per la creazione di un continente unito (prima la CECA, e a seguire il resto) ? Come farebbe l'Europa a produrre una nuova guerra mondiale, interconnessa come è ?
E qualcuno se ne esce con la storia che possiamo fare a meno delle banane ? ma scherziamo ? torniamo pure all'età della pietra, no ? e avanti con il mito del buon selvaggio che viveva felice !