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Spesa in cibo, reddito e vulnerabilità alimentare

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Il mio discorso è riferito a quei prodotti non destinati alla trasformazione. Non intendo sostenere il km zero a ogni costo, ma ritengo che sia auspicabile in tutti quei casi in cui produrrebbe la soluzione più efficiente. Quindi non mi auguro certo che chi ha bisogno di 5 volte le risorse della California per produrre lo stesso quantitativo di fragole, si metta a farlo in nome del km zero, tuttavia non ritengo giusto che, all'opposto, venga introdotta una normativa che miri a incentivare un razionamento della produzione californiana al fine di favorire l'importazione di fragole da altri Paesi meno efficienti nella stessa produzione.

mi sembra un programma molto misterioso, già nella sua formulazione terminologica: in genere si incentiva una produzione, non la sua restrizione. Urge una spiegazione!

Faccio solo un breve cenno per ricordare alcune vistose storture dei programmi agricoli della UE (PAC) che incentivano la non coltivazione dei campi, la distruzione delle eccedenze agricole e l'importazione di latte in territori che hanno un surplus produttivo interno.

 

Non sono un esperto dell'argomento, ma se ce ne fosse qualcuno gli chiederei di aiutarmi a comprendere queste apparenti storture di disincentivo alla produzione.

Proprio a questo mi riferivo. Non sono esperto dell'argomento ma sicuramente le quote latte corrispondono alla definizione che ho dato, e ho sentito casi anche in ambito ortofrutticolo.

Le quote latte sono una porcheria. E' bene pero' ricordarsi perche' sono state introdotte e non dare per scontato cosa succedera' quando verranno eliminate (nel 2015, si spera).

Le quote latte hanno lo scopo di sostenere i prezzi del latte, in modo tale da assicurare una certa remunerazione ai produttori, ovviamente a scapito dei consumatori.

Con l'eliminazione delle quote, i prezzi caleranno e i produttori piu' inefficienti usciranno dal mercato. La localizzazione della produzione cui si addiverra' non e' ovvia, perche' dipende da dove sono localizzati i produttori piu' efficienti.

Io congetturo che i sostenitori del km0 avranno una brutta sorpresa, in quanto mi aspetto che la produzione si concentrera' notevolmente dal punto di vista geografico.

In Europa la produzione è già piuttosto concentrata, in effetti, in poche macroaree. Il latte base è una materia prima come tutte le altre, e come tale non esiste l'obbligo di dichiararne la provenienza in etichetta, tranne che nel caso di prodotti dop e igp.

Le quote latte sono una porcheria. E' bene pero' ricordarsi perche' sono state introdotte e non dare per scontato cosa succedera' quando verranno eliminate (nel 2015, si spera).

Purtroppo non darei tanto per scontato che verranno eliminate nel 2015, comunque.

Sono d'accordo che in generale le politiche distorsive dell'offerta producono effetti avversi per la maggiorparte dei soggetti interessati.

Detto questo, occorre sempre ricordare che affinche' sia efficiente produrre fragole in un terreno non e' sufficiente stabilire che quel terreno abbia la produttivita' piu' alta nel produrre fragole, appunto. E' possibile che vi sia un'altra attivita' economica in cui quel terreno ha un vantaggio ancora piu' alto rispetto agli altri. 

Per fare un esempio di scuola: supponiamo che un lotto vicino a Grand Central Station a Manhattan sia il terreno piu' adatto nel mondo alla produzione di fragole. Nonostante questo, spero sia ovvio ai piu' che produrvi fragole non sarebbe sensato.

Ora basta un minimo sforzo d'astrasione per comprendere che sia il vantaggio comparato e non il vantaggio assoluto (di produttivita') a determinare l'utilizzo efficiente di un terreno.