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Spesa in cibo, reddito e vulnerabilità alimentare

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Caro Vallone, si concilia col fatto che, aumentando il costo del petrolio, trasportare banane diventa meno conveniente, il prezzo sale, e ne vengono trasportate meno. Quello che spesso si dimentica quando si discute di decrescita e km 0 è che c'è già un sistema di prezzi che informa gli agenti economici a proposito di cosa sia più o meno conveniente. 

Per quanto riguarda l'incorporamento delle eseternalità date dall'inquinamento, possiamo discutere se le attuali tasse siano sufficienti o meno, ma questo è un altro discorso. 

 

saluti

Il sistema dei prezzi mi è chiarissimo e concordo sul fatto che il prezzo è un indicatore della convenienza di un'azione (a meno del fatto che, come già detto, stiamo trascurando il costo ambientale che stiamo scaricando sulle generazioni future e che penso andrebbe maggiormente incorporato tramite tasse ambientali più elevate). Il problema è che il prezzo è un indicatore "a corto respiro", nel senso che il prezzo di oggi delle banane non ci può fornire una indicazione chiara del prezzo delle banane tra 10 anni. Per capire o intuire il prezzo tra 10 anni servono ragionamenti più ampi, che comprendono appunto una riflessione sulle risorse energetiche. E se ci pensiamo prima, saremo meno impreparati poi. Questa è la filosofia alla base del Km 0.

 

E per rispondere a korallox che dice "l'idea che rinunciare oggi ad una cosa a cui FORSE dovremo rinunciare in futuro: davvero geniale, come colui che per far dispetto alla moglie..." scrivo: non compro banane non perchè forse dovrò rinunciarci DOMANI, ma perchè già OGGI trovo assurdo che devo inquinare il pianeta in cui vivo per mangiare un frutto che non è essenziale per la mia vita (al contrario del pianeta su cui siamo...)

non compro banane non perchè forse dovrò rinunciarci DOMANI, ma perchè già OGGI trovo assurdo che devo inquinare il pianeta in cui vivo per mangiare un frutto che non è essenziale per la mia vita

Beh…Diogene viveva nudo in una botte, perché tutto il resto non era essenziale. Adeguiamoci! Si abbia il coraggio di portare il ragionamento fino in fondo, il pianeta in cui si vive durerà ancora più a lungo

Cos’è questa? Una nuova versione laica e distorta dell’astinenza millenarista? Dove, invece di guadagnare il regno dei cieli, si guadagna di tenere le nostre ansie per il futuro sotto controllo?

Dirai: facile fare il sarcastico, ma senza arrivare agli estremi si possono fare delle scelte.

Certo, ma le scelte si fanno su una base razionale. Ci si impegna in quello che serve. Il km zero*** è un cura palliativa, sono altre le priorità, se si vuole diminuire la fame nel mondo e ottimizzare le risorse.

Se non si mangian le banane (che non piacciono) e ci si nutre di ghiande a km zero non si salva il mondo, solo ci si mette a posto la coscienza.

Poi il Samsung S IV lo si fa arrivare dalla Corea del Sud senza problemi, chè quello piace, mica inquinerà, no? E le vacanze? Le facciamo in giardino a km zero?

PS

***Lo stesso penso della decrescita