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Ciao, Federico.

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Dolore

Nicola Ciccoli 17/3/2013 - 12:33

Ero un ricercatore non confermato quando riuscii a convincere alcuni colleghi a bandire un assegno di ricerca in Matematica senza un vincitore già designato. Ci furono poche domande, lo vinse un dottorando di Roma che avevo conosciuto ad un congresso: Federico appunto. Mi colpì subito la vivacità della sua intelligenza e la passione. Purtroppo, però, l'esperienza non fu molto positiva. L'ambiente del mio Dipartimento non era molto stimolante, io avevo un mix di aspettative troppo alte e imbranate inesperienze. Un anno e mezzo passò tra proposte e promesse che non quagliavano mai in nulla. Poi Federico mi comunicò la sua decisione di passare al mondo della finanza. Ci rimasi male. Quell'assegno di ricerca in cui avevo riposto la speranza di arricchire la vita scientifica del mio Dipartimento aveva prodotto solo chiacchere. Non ebbi cuore di dirlo esplicitamente a Federico, capivo che lui aveva il dovere di scegliere la sua strada nella vita in totale libertà, ma mi sentii un po' tradito e lasciai cadere, con una certa amarezza, i nostri contatti.

Poi, più di dieci anni dopo, grazie a questo sito, vidi che Federico la sua strada l'aveva trovata; ottimamente. Mi dissi che quel mio ricordo venato di un filo di rancore non aveva motivo di esistere nei confronti di una persona nei confronti della quale provavo una grande stima, e che manteneva intatta una passione "candida" nei confronti del sapere. Avevo assegnato, all'epoca, a quell'assegno di ricerca una aspettativa irrealistica, ed era quella irrealtà bruciarmi, non altro. Mi dissi "uno di questi giorni gli scrivo", uno di questi giorni gli dico quanto sono stato stupido a non cercare di contattarlo prima, cerco di aver occasione di bere assieme una di quelle birre fresche che ci eravamo promessi in una afosa mattina di Luglio a Perugia.

Oggi scopro che quella birra non ci sarà più, quella riconciliazione nemmeno. Non nascondo di aver pianto. Mando un abbraccio alla sua famiglia, faccio pubblica ammenda sulla mia stupidità di allora. Mai nella vita perdere anche solo una occasione di condividere il proprio tempo con le persone che lo meritano: bruciante lezione.