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Fondazioni bancarie e sistema bancario: riassunto del convegno

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La ringrazio.

Quindi, il fatto che alcune fondazioni detengano le collezioni d'arte o gli immobili storici originariamente di proprietà della banca, è perché se li sono comprati a prezzo di mercato con quanto ricavato dalla vendita delle azioni.

Avevo capito, evidentemente sbagliandomi, che nascessero già con queste dotazioni.

Grazie del chiarimento.

Ovviamente, se così non fosse, qualcuno lo avrebbe già segnalato a qualche magistrato che avrebbe poi applicato qualche chiarissima legge in merito.

Mah . . .

certe sedi di gran valore storico e di rappresentanza ma non certo funzionali all'attività bancaria, non se le sono ricomprate, se le sono tenute (non sempre) vendendo solo l'azienda, che vale enormemente di più. chi ha comprato ne ha tenuto conto e non ci vedo una gran possibilità di malaffare.

la fondazione monte paschi credo si sia impegnata anche quella, per ricapitalizzare la banca.

Grazie Dragon. Risposta plausibile. L'altra domanda era la seguente.

Premessa:

- le banche erano di proprietà pubblica;

- sono state vendute (in parte);

- il ricavato non è finito in mano pubblica (quindi non compare a bilancio), ma in mano privata, di un ente creato appositamente per legge.

 Una strana privata, perché gestita da enti locali, ovvero dai partiti locali, che vi nominano quali amministratori e dipendenti i propri pupilli (parenti e amici) per gestire grandi patrimoni a fini imprecisati (oltretutto: obbligatoriamente senza guadagnarci).

Domanda: se tale obbrobrio giuridico (la fondazione) è stato creato da una legge, può una legge ri-nazionalizzarle? E quindi alienarle ai fini della riduzione del debito? Cosa impedisce tale felice ritorno al futuro?