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Fondazioni bancarie e sistema bancario: riassunto del convegno

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Non è che senza imprese "too big to fail" l'economia non affronta recessioni anche violente e le persone non si impoveriscono.

E comunque tutta questa storia dei "too big to fail" non regge.

Se tu Stato inizi a non fare alcun salvataggio, fai una politica monetaria adeguata e non espansiva per fare contenti gli amici, fai fallire le imprese e le banche che rischiano troppo ed investono male, vedrai che gli operatori economici e le banche per primi utilizzeranno un altro metro di giudizio nell'investire.

Oltre che una grande ingiustizia sociale, la storia del "too big to fail" economicamente non funziona e da un ulteriore incentivo a sbagliare a coloro che vengono salvati.

 

Friedman aveva anche spiegato che l'applicazione di certe aliquote sulle società e sulle persone fisiche agli azionisti delle imprese favorisce la conservazione degli introiti societari, e quindi pone le società già affermate in posizione di vantaggio rispetto alle imprese nascenti.

“la storia del "too big to fail" economicamente non funziona e da un ulteriore incentivo a sbagliare a coloro che vengono salvati”
Sono d’accordo che dia incentivi sbagliati e che economicamente non funzioni, ma non si risolve la situazione negando il problema.
L’ultima crisi ha fatto vedere che gli interventi di salvataggio delle banche hanno trasformato in pubblica una crisi che era privata, e che piu’ di uno in giro per il mondo ha creduto alla storia del too big to fail (anche nei paesi piu’ “liberisti”). Gli Stati non hanno fatto fallire le banche liberamente, su questo mi sembra non ci sia dubbio.
Trovo quindi controproducente chiedere ricapitalizzazioni per le banche piu’ rilevanti, molto meglio un deleverage a favore della possibilita’ di crescita di banche piu’ piccole. Cosi’ si puo’ evitare di dover rivivere situazioni simili a quelle che stiamo vivendo ora, perche’, come dicevi anche tu, ci saranno sempre periodi di recessione, e la recente esperienza dovrebbe aver insegnato che se si verificano crisi bancarie, la possibilita’ che intervenga lo Stato a salvare e’ alta.

ma non si risolve la situazione negando il problema.

Non mi pare di aver negato o sottovalutato il problema, che nasce da certe distorsioni e nel mio commento sono indicate alcune possibili soluzioni.

 

Cosi’ si puo’ evitare di dover rivivere situazioni simili a quelle che stiamo vivendo ora, perche’, come dicevi anche tu, ci saranno sempre periodi di recessione, e la recente esperienza dovrebbe aver insegnato che se si verificano crisi bancarie, la possibilita’ che intervenga lo Stato a salvare e’ alta.

E non deve intervenire lo Stato, e questo è meglio che lo capiscano i futuri politici. Così come si è separata la politica monetaria dal governo, così si riuscirà finalmente a realizzare anche il resto.

Per fermare l'impulso di espandere la leva finanziaria, devi porre le condizioni di prevenzione del medesimo e stabilire da subito che nessuno tapperà eventuali buchi.

EDIT: Ricapitalizzare, inoltre, è la classica ricetta keynesiana fallimentare.