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Fondazioni bancarie e sistema bancario: riassunto del convegno

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La gestione delle banche da parte dello stato e' palesemente assurda, ma c'e' nessuno che si infastidisce all'idea che la politica possa gestire la beneficienza? Mi pare che questo aspetto non sia stato per niente considerato.

Uno stato moderno finanzia un welfare equo aperto a tutti i destinatari. Con le fondazioni invece lo stato ha creato con i propri soldi istituzioni private affidate a gestione  politica e cooptazione, per poi fare beneficienza ... a chi? Sotto il controllo di chi? Sono enti privati, non possiamo nemmeno piu'  fare niente. Davvero cose da paese medioevale, o mi sfugge qualcosa?

Con le fondazioni invece lo stato ha creato con i propri soldi istituzioni private affidate a gestione  politica e cooptazione, per poi fare beneficienza ... a chi? Sotto il controllo di chi? Sono enti privati, non possiamo nemmeno piu'  fare niente.

 

le fondazioni, con la loro esclusiva finalità di beneficenza, non sono state create "dallo Stato" con le varie leggi di riforma degli ultimi vent'anni, ma preesistevano quasi da secoli. quello che si è fatto è stato di scorporare l'azienda bancaria, il loro unico asset, che poi è stata venduta generando il patrimonio delle stesse (questo nei casi virtuosi).  la funzione di beneficenza, prima era consentita dagli utili della banca, poi invece dai frutti del capitale, investito con criteri prudenziali.

non è insomma cambiato molto dal punto di vista delle erogazioni. è ovvio che sono queste a essere sempre sospettabili di  uso distorto e "politico" , ma la dimensione locale dovrebbe aiutare un efficace controllo da parte della comunità.

d'altra parte, il loro patrimonio è stato generato localmente dall'attività della banca, quali altre soluzioni si potevano tentare? non certo portare tutto a roma e nemmeno distribuire un assegno una tantum a tutti i membri della comunità.

De gustibus..., a me non piace per niente