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Fondazioni bancarie e sistema bancario: riassunto del convegno

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Un'eventuale nazionalizzazione sarebbe un passaggio dagli enti di controllo allo Stato ed il fine sociale sarebbe comunque presente nell'abbattimento del debito pubblico.

 

si castigherebbero così le comunità virtuose, che hanno vigilato sulla gestione del patrimonio della propria fondazione diversificandolo attentamente, rispettando lo spirito e la lettera della legge. queste fondazioni hanno ancora qualche quattrino, non troppi, che buttato nel calderone della finanza pubblica ridurrebbe il debito in modo non sostanziale.

 

quelli invece che se lo sono sperperato per "contare" nel controllo dell'azienda bancaria scorporata, non verebbero castigati in nessun modo; almeno facciamo che le formiche possano deridere le cicale.

 

(si potevano, forse e con molti dubbi, incamerare i patrimoni di tutti al momento iniziale degli scorpori delle aziende, sciogliendo allora le fondazioni; ma sarebbe sempre stato un esproprio a beni locali.)

 

riguardo poi agli impieghi, cioè alle erogazioni frutto del patrimonio, ci  sono sì limiti di legge, ma la discrezionalità dell'ente di diritto privato dovrebbe trovar il limite, ancora, nel controllo della comunità locale. se questa ha ben gestito il patrimonio, forse gestirà con la necessaria trasparenza anche le erogazioni.