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Fondazioni bancarie e sistema bancario: riassunto del convegno

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non bastassero i problemi delle fondazioni come azionisti di controllo, negli interventi di guiso, boeri, carletti (per lei doppio dessert, che se lo merita) saltavano fuori continuamente anche le popolari, o banche cooperative.

la carletti ha ricordato che sono un pilastro del pessimo sistema bancario tedesco.

boeri non poteva ignorarle per il loro peso sul sistema bancario italiano, e anzi il problema del banchiere a km zero, oggetto del suo intervento, riguarda loro per prime.

con guiso si è avuta l'apoteosi: ha criticato (a ragione) la fondazione banco di sardegna per aver concesso alla popolare dell'emilia vari diritti sulla sua quota di capitale del banco, che è ancora il 49%! e con ciò depauperando il capitale della fondazione .

però gli ha fatto velo un certo pregiudizio campanilistico: non ha ricordato che la popolare dell'emilia ha comprato a suo tempo il 51% di quella azienda bancaria non per una logica di mercato, ma per trasparenti pressioni politiche cui evidentemente non era in grado di sottrarsi, nonostante NON fosse controllata da una fondazione lottizzata localmente.

le popolari, di cui ben tre quotate, con il loro voto capitario sono tradizionalmente di area DC e lo sono ancora vent'anni dalla scomparsa del partito di riferimento! qualche tentativo di affrancamento è finito in peggio: la popolare di milano era in mano al sindacato del personale, da cui risulta difficile liberarsi anche dopo una serie di scandali. anche nelle non quotate, ci sono entità rilevantissime come la popolare di vicenza. non sono il massimo della trasparenza e si deve sperare ...

in sostanza, c'è parecchio da riformare anche qui, nelle società cooperative, attualmente autoreferenti.

giusto

giulio zanella 2/3/2013 - 19:13

Ottima integrazione, grazie mille!