Titolo

Sosteniamo il ricorso contro il non-concorso all'Insubria

1 commento (espandi tutti)

Luca la tua domanda è senz'altro sensata. In altri paesi -vedi USA- se sei un ricercatore molto promettente lo decidono i professori con cui hai fatto un PhD prestigioso i quali ti scrivono una lettera di referenza che -senza pubblicazioni ma con dei working papers che tu devi difendere brillantemente durante dei seminari molto tosti con le facoltà che ti assumeranno- ti può spalancare le porte di una carriera universitaria.

In italia il meccanismo di selezione per il ricercatore è la valutazione comparativa. Piaccia o non Piaccia. Non ci si deve nemmeno cimentare con delle prove come una volta: tutto quello che conta è il tuo CV da comparare. Ora molti di noi dottorandi, poi assegnasti, poi ricercatori, conoscendo queste regole ci siamo attrezzati per giungere preparati al concorso, ovvero avendo messo in saccoccia qualche pubblicazione. A differenza dei nostri colleghi americani che magari hanno puntato molto sulla qualità della rivista anche al rischio di non vedere pubblicato niente per anni (tanto ci sono le lettere di referenza a garantire per loro) molti ricercatori italiani hanno abbassato il target per renderlo realizzabile. Il risultato però è proprio quello che vedi in tabella: in un concorso in una semi sconosciuta università di provincia (varese) si presentano 17 italiani molti dei quali hanno già delle pubblicazioni che i loro professori si sognano. Non c'è nessun journal AA ma ce ne sono parecchi davvero buoni. Ha vinto però quello che non ne ha nemmeno una di pubblicazione seria.