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La figuraccia di Repubblica su Richard Descoings

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Fede, nel primo caso si parla di diminuzione dei consumi, nel secondo paragrafo di aumento dei costi. Per rispondere al secondo quesito: gli Italiani spendono la stessa cifra ma acquistano quantita'  minori, ovvero, o e' diminuito il potere d'acquisto  degli italiani oppure  questi scelgono mediamente prodotti qualitativamente migliori sacrificandone la quantita'  (questa seconda ipotesi la scarterei, la gente compra  meno semplicemente perche' tutto costa di piu',   c'era un bellissimo studio sulle scelte alimentari delle famiglie low income e sui motivi alla base della proliferazione dei fast food), quindi a livello assoluto  il numero di prodotti venduto e'  piu' basso.

P.S. Prima o poi ti aggiungero' su linkedin, visto che mi occorre qualche consiglio.  Buona Pasqua. :P

non si rende conto che prima cita la Fiesa adducendo la diminuzione delle vendite presso i piccoli esercizi alla:

 

banalizzazione di alcuni prodotti venduti sottocosto dalla grande distribuzione organizzata che così ne ha ridotto valore simbolico e prestigio

(che l'abbacchio fosse un positional good mi mancava...) poi cita le stime della Conf. Ita. agricoltori sul rincaro dei prezzi di colombe o altro. Ma alla fine questi prezzi sono saliti o scesi?


non dico che non ci sia possibilità di coerenza tra alcune delle stime fatte dai vari enti. Dico che il giornalista avebbe potuto tentare di dare una coerenza all'articolo :-)

 

As for LinkedIn, che aspetti a linkarmi? Ti ho cercato ma ci sono troppi Arthur Blair nel mondo!