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I professori perdono il pelo ma non il vizio

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Cosa vuol dire?

Regolare la metodologia di valutazione significa porre regole che guidino i Commissari, e quindi tutta la Commissione giudicatrice, nella procedura di valutazione comparativa. Che sia una cosa del tutto realistica, e non campata in aria, lo dimostra il fatto che è proprio quello che fanno gli Inglesi con il loro esercizio di valutazione della ricerca (REF). In linea di principio, è anche quello che si è iniziato a fare nel nostro sistema, in primis con il già citato D.M. per i concorsi da ricercatore e che in futuro si farà anche per le abilitazioni e le conferme in sede locale, solo che (1) qualcosa da dire su come sono scritte queste regole, mi riservo di averla, e (2) io propongo il Segretario di commissione "esterno", dipendente dall'ANVUR, per la cura e il rispetto della metodologia. Un Commissario in meno e un Vigile esterno in più fa pari e patta, e serve allo scopo.

Attivare tutti i sistemi di valutazione significa che c'è molto di più da mettere in piedi, in termini di valutazione, della singola revisione della metodologia dei concorsi. Quindi il rinnovamento viene da un complesso di azioni e non da un solo colpo che fa strike. Ci sono le valutazioni triennali dei singoli, ci sono le valutazioni dei progetti di ricerca da finanziare, ci sono le valutazioni istituzionali delle Università e dei corsi di studio, ci sono le valutazioni ex-post della ricerca, ci sono le commissioni per l'integrità e l'etica nella ricerca, ecc.

Tutto questo, ça va sans dire, non ha niente a che vedere con le agognate classifiche propagandate da alcuni economisti di lingua italiana, ma è quello che serve, e che in effetti si fa altrove e qui non si è mai fatto.

RR