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I professori perdono il pelo ma non il vizio

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Forse non ci siamo capiti o forse lei ignora la legislazione vigente. Quest'ultima impone che le regole dei concorsi siano equali per tutte le discipline. Quindi non è possibile avere regole diverse per l'isola felice di matematica.

Io sostengo che sia necessario usare strumenti bibliometrici per evitare che i baroni continuino a decidere arbitrariamente.  Ho sempre affermato (si rilegga i miei vari interventi) che gli strumenti bibliometrici possano essere diversi a seconda delle discipline. Lei sostiene che a Matematica sarebbe sufficiente una lista di riviste, determinata dalla Società Matematica Italiana e non è necessario usare l'H-index o altri indici basati sulle citazioni. E' esattamente quello che l'ANVUR pensa di fare a Lettere e quello che si fa ad economia. In altre discipline si possono trovare altre soluzioni. Basta che limitino al massimo le valutazioni personali dei baroni.

I Roars (scrivevo soprattutto in risposta ad un certo tono derisorio nei loro confronti) sottolineano alcuni problemi degli indicatori bibliometrici e li sostengo visto che, attorno a me, vedo forte pressioni, in questo momento, per un uso improprio di questi criteri.

Mi si dice che saranno fondamentali nella VQR (anche nella matematica) tant'è che gli uffici della mia università mi fanno pressione per sottomettere alla VQR non i lavori migliori ma quelli con più alto IF.

Mi si dice che saranno fondamentali nella valutazione PRIN tanto che i miei responsabili di unità di ricerca si raccomandano di mettere nella domanda... (non ripeto).

Nelle valutazioni interne che fa il NVA si fa continuo riferimento alla necessità di massimizzare l'IF.

C'è quindi, intanto, il problema dell'uso diffuso di uno specifico indicatore che in alcuni settori ha pochissimo significato. Lo vogliamo considerare un problema di tutti oppure chissenefrega se in qualche settore avrà effetti negativi?

Quel "limitare al massimo", con cui di regola sono d'accordo (immagino se no non scriverei qui) è pericolosamente vicino a "limitare del tutto" (con cui non sono d'accordo per nulla). O pensiamo che ci sia solo tutto o nulla? La differenza tra un indice specifico come h o if e un indice grossolano è proprio quella tra stabilire un ordine totale nel mio insieme o solo (di fatto) un ordine parziale che lascia un margine di manovra alla valutazione umana. Sull'ampiezza di questo margine si può lavorare, e non necessariamente solo modificando leggi (nulla osta, ad es, che all'interno della legislazione vigente, si regolino anche in maniera diversa da settore e settore l'interpretazione da dare ad alcune fomulazioni legali volutamente ambigue). Il margine di manovra umano va accoppiato alla responsabilizzazione. Quest'articolo su noisefromAmerika è esattamente il tipo di strumento con cui in larga parte del mondo accademico internazionale ci si difende dagli abusi. Stigmatizzando i responsabili degli abusi. Campo in cui si può fare ancora molto con poco (mentre parliamo di massimi sistemi ci sono Università che non mettono online i giudizi delle valutazioni comparative con la scusa della privacy). Il fatto che ne compaiano due in pochi mesi (e che uno dei commissari risponda) mi sembra un buon segno.

Non riesco a trovare dove ho detto che la matematica è un'isola felice. E' un area in cui le cose vanno appena appena meglio della media e che con un passo falso peggiorerebbe facilmente.