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I professori perdono il pelo ma non il vizio

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L'idea che i migliori studiosi scelgano necessariamente, in assenza di incentivi, i migliori candidati è un wishful thinking. Il 90% dei professori preferirà il proprio allievo.

Sono parzialmente d'accordo: so bene che non necessariamente i migliori scelgono i migliori ma quel 90% mi sembra un po' pessimista. E' comunque sicuro che i peggiori sceglieranno peggio (come il caso in questione mostra bene).

 

L'idea di Giavazzi era duplice - togliere i non ordinari (più ricattabili) dalle commissioni e sorteggiarli per eliminare le cordate.

Togliere i ricattati per metterci i ricattatori? Che idea geniale!

 

 

E' fallita perchè le cordate si sono riformate immediatamente ex-post (nelle commissioni) invece che ex-ante (nelle elezioni).

Ma dai! Chi l'avrebbe mai detto!

 

Da questo punto di vista, una ingenuità più che una cagata pazzesca.

 

Chiamala pure come preferisci, la sostanza non cambia.

 

L'esclusione di associati e ricercatori non ha fatto particolari danni (salvo che all'ego degli esclusi) ma non ha portato neppure grandi vantaggi.

In compenso sembra aver giovato molto all'ego degli inclusi, che con zero pubblicazioni possono fare il bello ed il cattivo tempo.

 

La tua "soluzione decorosa" è esattamente quello che ha proposto l'ANVUR. Io ho scritto un post di elogi- non mi ricordo la tua posizione ma non ho l'impressione tu fossi del tutto d'accordo.

L'ANVUR ha proposto tante cose. Sull'esclusione dei commissari "scientificamente irrilevanti" sono in totale accordo, come puoi ben capire.

Non ero pero' d'accordo su tutto: ritengo infatti che l'utilizzo dei criteri bibliometrici possano essere utili per valutazioni delle strutture, o per stabilire soglie ***minime***, ma sono assolutamente contrario al fatto che finiscano per sostituirsi ad una valutazione nel merito nel caso dei concorsi.

L'idea che i migliori studiosi scelgano necessariamente, in assenza di incentivi, i migliori candidati è un wishful thinking. Il 90% dei professori preferirà il proprio allievo.

Sono parzialmente d'accordo: so bene che non necessariamente i migliori scelgono i migliori ma quel 90% mi sembra un po' pessimista. E' comunque sicuro che i peggiori sceglieranno peggio (come il caso in questione mostra bene).

 

 

Quanti casi conosci di professori che spontaneamente hanno preferito un candidato "altro" ad un proprio allievo solo in quanto bravo - non perchè sponsorizzato da altri commissari e/o da potentati esterni?

 

In compenso sembra aver giovato molto all'ego degli inclusi, che con zero pubblicazioni possono fare il bello ed il cattivo tempo.

 

Perchè tu sei veramente convinto che associati e ricercatori in commissione impedirebbero agli ordinari (con o senza pubblicazioni) di "fare il bello ed il cattivo tempo"?

 

Infine, le soglie minime. O sono basse, ed allora non servono a nulla, o sono medio-alte, come quelle proposte dall'ANVUR (non ho ancora capito con quale esito). Nel secondo caso, annullano la discrezionalità della commissione. Come si fa a negare l'idoneità ad ordinario ad uno che ha pubblicato più della mediana degli ordinari?

Soglie

Carlo Carminati 25/2/2012 - 11:06

Quanti casi conosci di professori che spontaneamente hanno preferito un candidato "altro" ad un proprio allievo solo in quanto bravo - non perchè sponsorizzato da altri commissari e/o da potentati esterni? 

Diversi. Il problema e' un altro: spesso chi sceglie il migliore e' messo fuori gioco dalle "teste di legno" che stanno in commissione per far combine. Si tratta spesso di nullita' scientifiche che verrebbero messe fuorigioco se fosse richiesta una soglia di ingresso (vedi il caso del concorso di cui stiam parlando); tra l'altro sarebbe molto ragionevole richiedere a chi va a giudicare altri di avere una produzione scientifica buona, e non semplicemente decorosa.

Perchè tu sei veramente convinto che associati e ricercatori in commissione impedirebbero agli ordinari (con o senza pubblicazioni) di "fare il bello ed il cattivo tempo"? 

Penso che una commissione di persone competenti avrebbe fatto meglio. Le nullita' scientifiche sono i soggetti piu' facilmente ricattabili.

Infine, le soglie minime. O sono basse, ed allora non servono a nulla, [...]

non e' vero: con una soglia anche infima Martone non sarebbe nemmen ricercatore

[...] o sono medio-alte, come quelle proposte dall'ANVUR (non ho ancora capito con quale esito). Nel secondo caso, annullano la discrezionalità della commissione.

Non credo che annullare la discrezionalita' della commissione sia una buona idea.

Penso che una commissione di persone competenti avrebbe fatto meglio. Le nullita' scientifiche sono i soggetti piu' facilmente ricattabili.

 

Presumo che questa affermazione rifletta la tua esperienza relativa ai concorsi nella tua disciplina (e nelle altre  scienze hard ?). Purtroppo nel resto dell'accademia non funziona così. Spesso è il contrario.  Molto spesso, se non quasi sempre, i baroni più potenti sono delle nullità scientifiche e non a caso. Infatti

i)   Per accumulare potere accademico bisogna dedicare molto tempo - specie nei settori dove i rapporti con l'esterno (ditte ed enti locali) sono fonti di soldi e potere  (p.es. medicina, ma non solo. Tutto tempo "rubato" alla ricerca

ii) Uno studioso di alto livello ha, in genere, forti soddisfazioni personali dalla ricerca ed è relativamente meno sensibile all'adulazione. Una nullità si circonda di allievi mediocri, ma abili a solleticare la sua vanità. Quindi spesso cerca nel potere, ed in particolare nella possibilità di piazzare i propri allievi, quelle soddisfazioni che non  può trovare nella ricerca.