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I professori perdono il pelo ma non il vizio

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chiarimenti

ed.perez 22/2/2012 - 19:28

I dipartimenti votano con metodo democratico raccomandando al rettore o a qualcuno che abbia a cuore l'obiettivo dell'ateneo o della facoltà. Ci saranno abusi? Si',e sarà un altro incentivo a trasferire le risorse in base alla qualità. 

potresti spiegare meglio?

grazie

Edoardo

E' il sistema che vige ovunque: ognuno assume chi vuole. Poi le regole interne possono variare, ma in genere i deans mettono a disposizione delle risorse, i dipartimenti scelgono chi assumere in modo democratico (a maggioranza dei compoennti), ma e' il dean a decidere in ultima istanza. Chiaramente questo facilita l'assunzione del cugino o della cognata, ma tanto era facile anche con i concorsi, ci risparmiamo un bel po' di rimborsi spese ai commissari. Chi assume il cugino o la cognata ne paghera' le conseguenze quando il ministero trasferira' loro meno risorse e quando meno studenti si iscriveranno al proprio ateneo. 

mmmm

gian luca clementi 22/2/2012 - 21:01

Andrea, in linea di principio sono ovviamente d'accordo, pero':

Purtroppo le condizioni necessarie affinche' la liberta' di assumere produca guadagni di efficienza non sono verificate. Anche nel futuro prossimo, le risorse attribuite in base alla qualita' della ricerca sono limitate. In secondo luogo, le universita' Italiane hanno una clientela captive di studenti.

La mia richiesta di chiarimenti deriva dagli stessi dubbi di Gian Luca Clementi.

E' certo che a parità di risultati (assunzione del cugino o della cognata) è meglio il sistema meno costoso (ovvero privo di concorsi), così come è vero che per realizare il salto qualitativo (tanto auspicato su nfa) bisogna contestualmente attribuire le risorse sulla base della qualità, o (anche meglio) lasciare libertà agli atenei nella definizione di prezzi e offerta formativa (con buona pace per la pletora di giovani "fondamentalisti" del diritto allo studio).

Non avevo capito il senso dell'intervento.

certo

andrea moro 22/2/2012 - 21:32

ma io credo che il sistema non peggiorerebbe. Un minimo di accountabiliti ci sara' ,vuoi perche' gli studenti bisogna accontentarli, vuoi perche' la stampa ogni tanto fa il suo lavoro

Concordo con quanto dice Gianluca. Aggiungo che il problema non e' solamente che le risorse allocate sulla base della produttivita' scientifica sono insufficienti a costituire un incentivo, ma anche che alcuni parametri alla base di questa quota premiale sono manipolabili.

Per esempio: un indice che conta e' il numero di PRIN e FIRB dell'ateneo che vengono valutati positivamente. Ma le regole son fatte in modo che ogni universita' non possa presentare piu' di un certo numero di PRIN: questo  e' un ulteriore fattore che tende a livellare.