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Sei anni di NFA. Una storia.

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 O torniamo a fare i goliardi spensierati, che significa divertirsi di più e contare di meno, oppure cerchiamo di influenzare seriamente il dibattito politico-economico italiano. La prima alternativa, anche se attraente, non è purtroppo perseguibile in buona coscienza. Stiamo quindi perseguendo la seconda.


Beh certo, meglio influenzare positivamente il Belpaese che, vivaiddio, ne ha un disperato bisogno…

Ma a me, da vecchio lettore inizi 2008, come a Marco Esposito, manca l’ironia, quello stile scanzonato che, con il libro su Voltremont, ha avuto, di fatto, il suo divertentissimo canto del cigno (formidabile il capitolo sui “mangiamorte”).

 

Mi manca il servizio traduzioni delle stupidaggini che dicono Vendola  e Tremonti. Come faccio a capirli adesso?

Ed il mitico articolo sul modello superfisso?

Per non parlare della descrizione onirico-fecale dei treni giapponesi  di Michele, da cui un passaggio 

Ah, il Western style ha il sedile riscaldato ed un geniale sistema, che oramai si trova ovunque in Giappone compresi i bagni pubblici, e che permette un salutare bidet sia maschile che femminile. Cianciate, cianciate, fighetti ministeriali, nei bar delle stazioni di Napoli, Roma e Milano, dove le toilettes sembrano cloache medievali, sulla qualità della vita nel Bel Paese; i giapponesi sanno la differenza fra il puzzo di merda e piscio in cui vivete, con le tazze ed i pavimenti imbrattati delle medesime sostanze e la perenne mancanza di carta igenica, ed un bagno aerato e limipido da cui si sale con il culo fresco e pulito.

 

Non dico mica che tutti gli articoli debbano essere così, ma qualcuno ogni tanto? Diciamo uno ogni cinque? Possibile che per influenzare l’opinione pubblica si debba essere sempre solo seriosi?

Ovvio che la cosa non vuole essere una critica, nemmeno costruttiva. E’ che sono un nostalgico del bel tempo che fu…

Per il resto, ovviamente, mi unisco anch’io alle congratulazioni.

PS per Andrea, a me continua a non funzionare il blockquote

Condivido! Mi mancano molto quel genere di articoli e mi mancano anche gli articoli "culturali" le recensioni di  libri, gli articoli sulla poesia,  la sezione Marko Polo e la sezione Davinci. 

Ho scoperto e riscoperto molte opere grazie a quegli articoli ed ai commenti relativi.

PS

Il  primo articolo di nfA che lessi fu proprio quello di Michele sull'alta velocità ! Anche se ci misi un' altro anno per trovare il coraggio di commentare (e venire insultato da Palma :-))