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Sei anni di NFA. Una storia.

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Diceva (credo) Paul Samuelson. E quindi mi accingo a iniziare una discussione metodologica. Con tutto il rispetto a Samuelson, e forse proprio perche' ha ragione lui, a me la questione metodologica nascosta nel post celebrativo di Sandro (Tra parentesi: grazie a tutti - e' bello leggere questi commenti - anche se difficile farlo senza commuoversi) sembra importante. 

 

Come giustamente dice Sandro noi siamo partiti con la convinzione metodologica che all'economista, nel dibattito, spettasse elaborare un first best, cioe' una modo di affrontare i problemi che non internalizzasse i vincoli politici. In parole povere ed imprecise: alcune cose sono giuste anche se alla Camusso non piacciono e anche se senza la Camusso non si possono fare. Sandro dice:

[...] la scelta di presentare le analisi e le proposte in forma secca (diciamo di first best) lasciando ad altri il compito di cercare compromessi e punti di equilibrio. 

Si dice poi non piu' completamente convinto della bonta' di questo metodo (haha, anche lui parla di metodo; Samuleson docet). E spiega bene perche':

La verità, mi pare, è che la qualità delle classi dirigenti è così bassa e la loro cultura così lacunosa che in molti casi vi è una tale incapacità di cogliere i punti essenziali del ragionamento da pregiudicare la possibilità di arrivare a compromessi sensati. Questo è un problema, perché se si vuol essere rilevanti nel dibattito di politica economica impone di non dimenticarsi degli equilibri politici nel momento in cui si formulano analisi e proposte concrete. 

Ecco, io non sono d'accordo - o meglio non sono certo di essere d'accordo. Provo a spiegarmi. 

1. Il fatto che le classi dirigenti non capiscono non e' un buon argomento, se e' premessa ad una sorta di "argomento da doppia verita'" - io so, ma loro non capiscono e quindi glielo dico in un modo diverso cosi' che capiscono - che anche se sto un po' barando alla fine e' per il loro e il  nostro (del popolo) bene. Non ho dubbi che non puo' essere questo cio' che ha in mente Sandro. Dico solo che sono sicuro che anche Krugman scrive cose intellettualmente disoneste per il bene del popolo - tra la "doppia verita" e la disonesta' intellettuale la distanza e' breve e la strada scivolosa.  

2. Sospetto (sono quasi sicuro)  che Sandro voglia invece sostenere che non basta fare i calcoli del "first best" (vedi definizione sopra), ma che, da economisti,  bisogna anche porsi la questione dell'implementazione politca perche' quella in Italia non viene da sola. In sostanza, Sandro dice,  i politici non sanno far i conti per risolvere per il "second best"! Ci tocca fare a noi pure questo.

 

Su questo sono ovviamente piu' d'accordo ma non completamente. Se davvero ci tocca risolvere per il "second best" dobbiamo essere chiari che e' il second best e non il first best e essere chiari su quali sono i vincoli che ci stiamo ponendo (perche' nella situazione politica italiana non non se ne puo' fare a meno). Insomma, un esempio: se supportiamo il salario unico di Ichino deve essere chiaro che esso e' un pasticcio che avra' seri problemi  (se cosi' e'; sto usando un esempio) ma che e' la migliore riforma che puo' passare con questa CGIL (meglio di quello di Boeri-Garibaldi, ad esempio; se lo e'). 

Nascondere anche questo, perche' senno' la CGIL non ci parla e e' piu' difficile far passare la riforma e' errato secondo me. Significherebbe far politica - che non e' nulla di male - che possiamo anche fare - ma io continuo a pensare che vada separata dal blog.  Il fatto che poi  forse la CGIL  magari se la prende anche con la proposta Ichino, se noi la vendiamo come un pasticcio colpa dei vincoli della Camusso, e' un serio problema - che forse suggerisce che sia meglio evitare di far sia il blog che politica - ma che non e' un buon argomento per modificare l'approccio metodologico del blog.  Non essere chiari su quali siano i vincoli  significherebbe cedere, anche se in minima parte, alla "doppia verita'" - e, come dicevo, questa strada secondo me e'  scivolosa. 

 

Non so, forse sono un estremista (metodologico). Forse la mia posizione e' troppo moralista. Forse e' solo che io politica proprio non la voglio fare - non mi ha mai interessato (qui non c'e' nessun moralismo; a Sandro la politica ha sempre interessato; e Sandro e' una delle persone piu' solide che conosca, moralmente parlando). Forse e' che non ero al convegno e non ne ho tratto la (bella) convinzione che forse un impatto vero lo potremmo avere. Forse tutte queste cose assieme. Ma volevo esprimere la mia opinione. 

 

PS La questione della TV e' un po' diversa. Li' si gioca un gioco diverso - si dibatte e se si e' capaci di farlo, ad essere intelligenti si vince il dibattito (Michele docet). E' chiaro che un dibattito vinto in TV davanti a milioni di persone puo' sia trainare un blog moralista come  io vedo nFA, sia trainare una attivita' politica intelligente con un impatto vero. Se uno la sa fare bene come Michele, la TV mi pare un win-win; non ha nulla a che vedere con la questione di  come sia possibile coniugare blog moralista e attibvita' politica. 

 

Vabbe', forse dovevo scrivere un post. 

Non vorrei che i lettori pensassero ci fosse chissa' quale strategia in mente quando abbiamo iniziato il blog e non credo ci saranno speciali strategie in futuro. Nessuno di noi  si sveglia la mattina, credo, pensando, "adesso scrivo come si raggiunge il second best", o "il first best". Piuttosto, si trae ispirazione dalle cronache per commentare nel modo migliore possibile e fornire strumenti per giudicare. 

Esempio concreto:  siamo stati spesso comparati con la voce.info attraverso la dicotomia "first best-second best", o "nessun compromesso - compromesso con la politica". In qualche caso mi e' capitato di criticare articoli da loro pubblicati ma in nessuno di quei post  ho scritto avendo in mente questo schema mentale. Semplicemente, ho visto  proposte che ritenevo sbagliate, e ho spiegato perche'.  In quei casi la giustificazione "eh ma loro cercano di proporre politiche perseguibili" mi e' sempre sembrata un po' distorta.  

Sono d'accordo con te, occorre fare chiarezza, ma alla fine uno scrive quello che gli passa per la mente, first o second best che sia. 

non so voi, ma io no.  Io sono totalmente estraneo al mondo della politica romana (ed anche toscana o pisana).  Non sono affatto in grado di capire se la proposta X ha più o meno probabilità di passare di quella Y. Non se il membro della classe dirigente Tizio (deputato, sindacalista, grand commis) sembra appoggiare X perchè genuinamente convinto che serva o perchè l'appoggio è parte di un suo gioco politico (schierarsi con Caio contro Sempronio per avere il posto di Mevio) etc.  Tanto per dare un esempio: il nostro governatore Rossi è stato per anni assessore alla sanità in Toscana ed ha condotto una politica moderata ed efficientista (ed in effetti la sanità toscana funziona). Ora sta prendendo posizioni molto di sinistra - quasi da Vendola. E' stato folgorato sulla via di Damasco da Fassina o vuol fare il leader della sinistra PD?

 In mancanza di queste informazioni, mi domando se nfA sia collettivamente in grado di individuare il second best, definito come la proposta politicamente fattibile. Magari potrebbe passare veramente il first best Y o magari una terza proposta T, che economicamente sarebbe più efficiente di X ma meno di Y. Quindi, perchè preoccuparci? Scriviamo quello che ci sembra giusto - e poi si vede.

Il problema risiede nel fatto che alcuni "second best" conducono comunque a effetti negativi insopportabili e che solo un first best è *davvero* utile; penso al capitolo delle liberalizzazioni che sono state annacquate pesantemente (possibile second best) per ragioni di "fattibilità politica". Questo non toglie che allo stato attuale poco cambiano, mantenendo salve le parassitarie rendite monopolistiche cui godono diverse categorie.

Se poi si dice al politico italiano "guarda, si dovrebbe fare X, ma Y è politicamente più fattibile" ... ho come l'impressione che il politico italiano (fatte salve le dovute eccezioni che mirano a X e tentano di non indebolirlo) legge solo Y e si accinge ad annacquarlo ulteriormente :-D (basta sentire i dibattiti economici che girano...)

infatti

alberto bisin 4/3/2012 - 20:24

infatti