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Uno, nessuno, centomila nFA

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L'aumento del numero dei lettori ha comportato che per ogni articolo scritto il numero di commenti sia aumentato esponenzialmente. Con lo standard attuale, l'autore dell'articolo cerca di rispondere alla maggior parte dei commenti che vengono postati. Questo sistema ci sembra ottimo per un blog con pochi lettori ma ci sembra assolutamente inefficiente quando i lettori (e dunque i commenti) diventano tanti. I commenti da cui seguono discussioni interessanti sono a nostro avviso la minoranza. Dunque un modo per abbassare il costo di produzione di un articolo ci sembra quello di ridurre il tempo dedicato alla maggior parte dei commenti e di rispondere solo a quelli che sembrano rilevanti per la discussione.

Volevo approfondire questo aspetto, perché ci sono passato ... :-)
Se ne nessuno leggesse e se nessuno rispondesse, facendo domande, osservazioni, confutazioni, il blog non sarebbe un blog e non sarebbe interessante come è. Avendo scritto un articolo (e altri sono in preparazione) per me la cosa utile non sta nello scrivere e autogratificarmi (Ho scritto su NfA!!!, Figo!) ma nell'esaminare le risposte, i dubbi, le perplessità. Se la platea di lettori è estesa e qualificata, posso raccogliere praticamente ogni tipo di obiezione intelligente che gira nel pool dei memi, per capirci. Fa niente se tra le obiezioni potrà esserci qualche cavolata. Le cavolate girano, nei bar, spesso sono usate dai politici spacciandole per argomenti seri. Inutile nascolderle, ce le ritroveremo davanti quando meno ce lo aspettiamo. Naturalmente una volta che si scrive qualche cosa, bisogna essere pronti a leggere i 100 o 200 commenti che si svilupperanno. Catalogarli, prendere atto della necessità di correggere alcune imprecisioni, di approfondire alcuni aspetti, delle obiezioni tipiche piu' comuni, dei modi di pensare. Questo vale mille volte di piu' del semplice articolo.
Su questo piano, Nfa puo' essere (anzi è già) pensatoio e laboratorio, dove si è certi però che se uno dice qualche cosa che non sta in piedi, la presenza di persone competenti rende difficile nasconderlo. Quanto alle risposte, si puo' dare la precedenza ai commenti piu' rilevanti ma la decisione di cosa è rilevante rimane soggettiva (in chi risponde) e quindi non vedo come sia possibile avere un criterio uniforme, a meno di non avere un sistema di risorse limitate (un numero di interventi giornalieri fattibili) e quindi dover per forza fare "economia" delle risposte. Non so se pero' questo sarebbe da applicare anche agli articolisti. Se avessi massimo 10 risposte da dare al giorno ma 30 persone chiedessero precisazioni o sollevassero obiezioni, sarei in debito di risposta (a meno di non avere sistemi per clusterizzare domande omogenee).

 

Volevo "quotare" questo intervento che condivido in toto.

Mi permetto di aggiungere: se nfa vuole "seminare" non può chiudere la porta ai commenti, proprio per le ragioni esposte sopra. Inoltre non bisogna dimenticare l'atipicità nel panorama italiano di questo blog e le novità che ha introdotto:

1 ragionamenti e proposte basate su dati

2 scardinamento del modello superfisso

3 scardinamento della logica "calcistica" destra vs sinistra

Abbastanza novità da lasciare il commentatore occasionale basito a porsi domande e/o fare commenti fuori luogo (di solito contro immaginari straw men per difendere i propri preconcetti)...e questo io lo considererei già un ottimo risultato.

La penso anch'io come Francesco Forti scrive qui sopra. Ormai sono un po' di anni che per me nFA è una lettura fissa, e molta parte del mio interesse viene proprio dal leggere i commenti. A volte certi articoli mi paiono più lo spunto per inziare una discussione che altro (ed è un bene, sia chiaro).

Non sarei comunque contrario ad un sistema di votazione dei commenti, magari anche uno che includa un peso maggiore per il voto dato da un redattore del sito. Mi è indifferente, purché anche i commenti meno votati rimangano visionabili.

Quello che mi piacerebbe in un ipotetico nuovo nFA è soprattutto un sistema di visualizzazione delle catene di commenti più chiara, perché a volte quando si nidificano decine e decine di risposte, seguire quelle linee fino al post "parent" è dannatamente seccante. Forse, un sistema più tradizionale come quelli usati in molti forum (tipo vBulletin) che raggruppi le discussioni tenendole racchiuse e serializzate con numeri, potrebbe essere la soluzione più semplice (anche perché si tratterebbe di un'interfaccia molto comune, alla quale i lettori sono già abituati).

E' vero che la struttura attuale dei commenti non facilita la lettura, specialmente quando ci sono risposte a sotto-risposte, e così via. Certo dalla homepage si possono visualizzare gli ultimi commenti  che così vengono aperti automaticamente, ma questo sistema funziona male per gli articoli vecchi, in cui è difficile seguire cronologicamente la discussione. Sembra anche a me che un sistema come vBulletin - modello forum, insomma - renderebbe più semplice e lineare la struttura dei commenti.

Per quanto riguarda il linguaggio, non sono d'accordo con l'articolo. Non credo che per ampliare il pubblico di riferimento sia necessario usare un tono più serioso, anzi. Io per parte mia trovo molto piacevole leggere articoli anche tecnici, ma ironici. Chi dice che per scrivere cose interessanti si debba annoiare il lettore? Al massimo, come estrema precauzione, comprate un guinzaglio a Boldrin così lo tenete un po' calmo e non gli fate spaventare i nuovi utenti ;-)