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Uno, nessuno, centomila nFA

5 commenti (espandi tutti)

Nell'essere un assiduo e affezionato lettore vorrei dire che non condivido di questo intervento il "suggerimento sul linguaggio". Il linguaggio di nFA è una grande forza e va mantenuto solidamente. E' ora di abituare un certo tipo di lettori ad un linguaggio diretto. Fa parte delle loro battaglia culturale.

cari redattori di NfA,

 

innaiztutto comprendo il vostor bisogno di cambiare alcune cose all'interno del sito e della community. NfA si è espanso ed è cresciuto moltissimo negli ultimi mesi, arrivando a proporre un metodo quasi completamente sconosciuto nel panorama politico\economico italiano. per questo vi ringraziamo tutti.

i metodi con cui invece vorreste far evolvere il sito, invece, mi lasciano in parte perplessi. il sistema di votazione dei commenti, infatti, è un po' macchinoso: lasciare che gli utenti si autovotino i commenti l'un l'altro per poi andarsi a leggere solo quelli con più stelline... uhm. da una parte lascia troppo spazio al giudizio degli utenti, a volte anche di pochi (non credo proprio che tutti voterebbero, anzi probabilmente sarebbero una minoranza, almeno secondo le mie esperienze), dall'altra rischia di tagliare le gambe ad alcuni interventi. non so, non mi vengono in mente alternative convincenti per ora, ma questo sistema non mi pare il massimo.

anche sul cambiamento nel linguaggio mi trovo in disaccordo con voi (ed in accordo con simone cossu): non cambiatelo. è un tratto distintivo, come le bollicine della coca-cola, rischiate di perdere un po' del vostro taste anarchico-ribelle senza guadagnare necessariamente lettori più ingessati (che comunque non seguono il web). saranno i lettori ad adattarsi, non voi :-)

trovo invece ottima l'idea di istituire internships e creare le basi per una piccola "accademia". da neolaureato (scpol, niente a che vedere con l'economia, ahimé!) so quante poche siano le opportunità per far parte di think tanks seri che cerchino di fare qualcosa - anzi, negli ultimi anni in italia c'è stata una moria di istituti del genere, che stanno ormai vivacchiando e poco più. ben vengano quindi tutti gli esperimenti che possano creare una nuova classe di pensatori e, perché, dirigenti.

Grazie per le considerazioni. Il post non e' della redazione, e' stato scritto da due fedeli lettori e collaboratori occasionali. Risponderemo ai loro punti in commento a seguire. 

sottoscrivo, e aggiungo che anche il tono "canzonatorio" ha un suo perché.

per lavoro (ICT) leggo continuamente testi di informatica (inclusi libri di testo universitari), sia di italiani che di statunitensi, la differenza sta proprio nel tono, serioso ed accademico per i primi, molto piú rilassato e ironico per i secondi.

a paritá di contenuti (a dire il vero spesso sono piú scarsi quelli italiani) il tono dei secondi facilita ed invoglia la lettura, migliorando la comprensione e rendendo il tutto piú piacevole.

sono negli anni arrivato alla conclusione che sia una convinzione tutta italiana che se un paper non é serioso ed accademico non é "di livello"