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Due lezioni, anzi tre.

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Vero, ma che differenza fa? Fa una differenza, certo, per quanto il governo italiano deve sborsare di interessi, ma nessuna differenza per valutare la rischiosita' del creditore relativamente a quella di altri creditori: i governi competono sul mercato del credito per risorse scarse.

Si, sono pienamente d’accordo sul fatto che la rischiosità relativa non sia stata influenzata, anzi negativamente direi, però mi sembrava che la BCE volesse e potesse solo ridurre il livello dei tassi proprio perché si avessero risparmi sugli interessi, e non influire sulla rischiosità relativa, e per questo la critica mi era parsa un po’ troppo severa. Avevo letto ad inizio agosto alcune analisi che indicavano il 7% come un livello di non ritorno per la sostenibilità del debito pubblico italiano, per questo mi sembrava di poter dire che l’intervento della BCE un qualche effetto lo avesse generato. Poi che sia una misura di breve termine, soprattutto se non accompagnata da sensate politiche fiscali, mi sembra assolutamente ragionevole, e forse la differenza tra CDS e rendimento decennale, che si è nettamente ampliata (il CDS Italia a cinque anni quota attorno 450 punti base), dimostra che il mercato crede ben poco nella manovra che l’Italia si appresta a varare.

Mi aggiungo. L'utilizzo dello spread btp-bund come indicatore ha davvero molto poco senso, perchè:

1. Ciò che conta è quanto l'Italia paga, che è il motivo per cui ECB comprava di più in settimane di aste rispetto alle altre, perchè alla fine contano i tassi delle aste per la sostenibilità di un debito, non quanto si paga nel secondario (anche se ovviamente le due cose vanno di pari passo per ovvie ragioni)

2. Il valore ridicolo dei tassi sui Bund è principalmente frutto di acquisti forsennati di "safe haven" da parte degli investitori che spaventati dall'incertezza attulale comprano franchi, oro, e bund appunto. Dare giudizi di credito relativo sullo spread è fortemente biased per queste ragioni, che ben poco hanno a che fare con il merito di credito.

 

Infatti, se l'Italia sta peggio, non c'è alcun motivo per cui la Germania dovrebbe stare meglio: commercia con noi e in ultima istanza sarà quella che paga i nostri buchi, probabilmente. I CDS, non distorti da ECB, danno un'idea più chiara e ragionevole della questione.

D'accordo sul punto 1 -- e' quello che ho scritto nel post.

Non sono invece d'accordo sul punto 2: dev'esserci un motivo se i bund tedeschi sono safe haven e quelli italiani no.

I CDS in questi giorni sono in linea con questa osservazione, vedi sotto.

 

Credit Default Swap, Italia

cds