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Due lezioni, anzi tre.

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Il problema sarebbero le pesanti minusvalenze nei bilanci di banche e assicurazioni Francesi e (in misura minore) tedesche. In caso di default + ritorno alla lira, ancora peggio: oltre all'haircut, si aggiungerebbe la svalutazione monetaria. E' possibile che le banche francesi vadano in crisi nell'interbancario, a quel punto ci vorrebbe un sostegno prolungato da parte di una banca centrale. Insomma, io non la vedo così semplice - chiaro non si muore per un default, però ci sarebbe una confusione immane a livello di finanza occidentale, con perdite ingenti per molte istituzioni, e conseguenti problemi dell'economia reale (restrizione del credito, corse agli sportelli, sfiducia nei mercati finanziari, etc.). Se la situazione dovesse peggiorare oltre il limite di sopportazione, probabilmente le banche francesi e tedesche verrebbero nazionalizzate.

 

Cmq non sono completamente d'accordo con le conclusioni collegate all'intervento della BCE. La BCE interviene sul secondario, non sulle aste. Gli spread sul secondario sono abbastanza instabili, spesso dipendenti dal volume delle contrattazioni. Si tratta dunque di interventi mirati più ad infondere "fiducia" piuttosto che a diminuire in maniera "pratica" lo spread. IMHO se si volesse davvero perseguire la strada di un simil-QE a livello europeo, sarebbe necessario conferire alla BCE il potere di intervenire nelle aste primarie, così da influenzare in maniera diretta il budget degli stati dell'area-euro.