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Il millenarismo di Tremonti e lo stato della stampa

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convincendo per un po' (non so come) gli investitori della solidità della storia italiana (ricchezza privata, banche solide, alto risparmio, basso debio delle famiglie, etc.) e tenendo così il Paese a galla. 

Non condivido questa interpretazione. Io credo invece che raccontando balle e baggianate varie Tremonti e gli altri abbiano permesso alla situazione di aggravarsi. Non hanno tenuto il paese a galla, hanno ignorato il fatto che stava lentamente affondando (una barca che affonda lentamente pare che stia a galla, per un po') e ora devono correre in maniera scomposta e frettolosa a tappare il buco, facendo cosi' ancora piu' danni.

proprio perchè mi attendo che i lettori del Vostro sito (al contrario del pubblico a cui aspirano i giornali per vendere) non siano alla ricerca di conferme della propria opnione preconcetta, ma di analisi improntate alla verità fattuale.

Questo e' quello che abbiamo fatto. Che il paese stesse lentamente affondando mentre Voltremont e i mangiamorte rassicuravano il popolo l'abbiamo ripetutamente detto, documentato e commentato.

Non v'è dubbio, è proprio il mio punto: tenendo in modo illusorio la nave a galla, la situazione strutturale peggiora. Il governo ha perso tempo ed ingannato tutti, sono d'accordo.

Però, qui mi pare si discuta del ruolo di Tremonti e delle motivazioni di alcuni commentatori; ed io mi interrogo se sia possibile dare a Tremonti (ed a coloro i quali ne hanno prudentemente apprezzato l'operato, con il beneficio del dubbio) anche qualche credito: come ad esempio quello di avere cercato di dare un minimo contributo di rigore finanziario al resto del governo e/o di fare bene il proprio mestiere di fund raiser, magari sperando di poter migliorare le cose dall'interno - come si diceva una volta. Insomma, un conto è l'omicidio premeditato, un altro il preterintenzionale o il colposo, no?

Infine, stia tranquillo caro Zanella: non dico che NFA non sia stato fattuale e lucido nel ruolo che "tempra lo scettro ai regnatori ed  alle genti svela di che lagrime grondi e di che sangue", non mi permetterei mai ! Auspico soltanto che nel criticare aspramente questo o quel soggetto si resti equanimi, e si tengano in considerazione anche contrappunti e circostanze attenuanti. Forse non sarà il tema più interessante di cui discutere, e concordo (è un po' il senso anche del mio so what?): ma l'alternativa di comminare una condanna troppo sommaria non mi sembra presentare vantaggi aggiuntivi a quello costituito dalla brevità.

 

Però, qui mi pare si discuta del ruolo di Tremonti e delle motivazioni di alcuni commentatori; ed io mi interrogo se sia possibile dare a Tremonti (ed a coloro i quali ne hanno prudentemente apprezzato l'operato, con il beneficio del dubbio) anche qualche credito: come ad esempio quello di avere cercato di dare un minimo contributo di rigore finanziario al resto del governo e/o di fare bene il proprio mestiere di fund raiser, magari sperando di poter migliorare le cose dall'interno - come si diceva una volta. Insomma, un conto è l'omicidio premeditato, un altro il preterintenzionale o il colposo, no?

Non so cossa tu intenda per rigore mi farebbe piacere capirlo meglio. Ciò detto, un osservatore volendo proporre una analisi oggettiva e fondata sui dati, non può che basarsi sui risultati che sono quelli che sono: una tragedia. Su questo sito lo si è cominciato a dire subito delineando la traiettoria che ne sarebbe sseguita, altri hanno espresso la medesima opinione. Lça maggioranza dei commentatori qualunque ne sia il motivo ha fatto mera opera di piaggeria infondata. Che adesso scrivan editoriali e puntuti commenti non li assolve di certo. Questi i fatti e questi devono essere commentati. Le intenzioni sono irrilevanti.

Filippo, in realta' le critiche non sono a Tremonti. Ci sono anche quelle, ma qui ce la prendiamo con la stampa. Sono d'accordo che scopriamo l'acqua calda, che per forza un po' le balle di Tremonti ministro se le devono bere, etc. Il punto qui e' notare che si sono bevuti quelle intellettuali - dei suoi libri. Quelli erano una porta aperta sul personaggio. Voglio dire, nessuno che ha letto La paura e la speranza (sfoglialo se non lo hai fatto, per favore) puo' avere evitato di notare che l'uomo e' fuori di testa. Qui sta il punto, non gia' la fiducia ad un ministro potente che appare ragionevole....

Questo e' ben al di la' di un normale  rapporto tra una stampa ossequiosa e il potere - questo e' la prova di un livello di corruzione mentale e "prostituzione intellettuale" [grande Mou, quanto ci manchi] assolutamente anomalo. Nota anche che questa e' la stampa piu' libera, non stiamo parlando di Feltri o Belpietro.  

A questo punto voglio riesumare questo illuminato editoriale partorito da Mieli nei giorni seguenti alle ultime elezioni politiche.

Ovviamente il passaggio più in tema è il seguente:

"alla sinistra manca un Tremonti, cioè un politico di primo piano che produca analisi innovative in sintonia con quel che si dibatte nel resto del pianeta"