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Modesta proposta a Bersani sui costi della politica

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che spiega meglio di ogni altra cosa quanto lontano sia il PD da un'analisi minimamente sensata della realtà italiana. L'autore è un tal Michele Prospero, filosofo del diritto or something. Pezzi scelti:

L’Italia ha provato vergogna dei partiti. Parte della colpa è loro perché non sono stati capaci di rispondere alla crisi rinnovandosi. Ma mandarli in malora ha finito per affidare il potere all’azienda e ci ha fatto ritrovare senza classi dirigenti. Ed è presto precipitata in tutti gli indicatori di competitività, sviluppo, qualità della democrazia, eguaglianza sociale. Il cieco anatema contro la casta ha prodotto una regressione storica verso le forme del neopatrimonialismo.

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La facile caciara anticasta che accomuna Libero, Il Giornale e il Fatto cela che anche nella catastrofe provocata da un governo ormai acefalo c’è chi perde (il lavoro, come sempre) e chi rimane in posizione agiata e teme di scendere.

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L’isteria anticasta celebrata a testate unificate intende ostacolare proprio la costruzione di una nuova razionalità della politica dopo che la pretesa funzione di controllo affidata al mercato o alle agenzie di valutazione si è rivelata una tragedia e un imprenditore al comando una sciagura.

Da leggere per intero.

Si', lessi, ahime'. Il pellizzettismo avanza a grandi passi. Non perdetevi la perdita sul settore strategico in cui un grande intervento pubblico (l'IRI?) e' necessario e beninteso guidato da un pensiero politico illuminato dal faro della facolta' di scienza della comuncazione.

Anche la casta, come ogni scarrafone, è bella a mamma sua.

Guai a fare di tutta la casta  l'erba un fascio altrimenti come si fa a invocare la funzione salvatrice dei partiti? Ma bravo, continui così che alle prossime il PD da invisibile diventa inesistente 

Voglio farmi del male. Quell'articolo è stato commentato dappertutto (vedi il blog di Gilioli) con gli stessi toni. Eppure...

Il parallelo con la Germania: intanto lì dei partiti strutturati hanno offerto un ricambio di leadership e stroncato la corruzione (Kohl, anyone?) senza inseguire "cavalieri bianchi", "papi stranieri" e altri messia.

L'isteria anticasta è un termine sbagliato, c'è rabbia reale e privilegi reali e ingiustificati, ma allora com'è che Libero e il Giornale adesso cavalcano la tigre (ho visto le copertine), mettendoci nel mazzo i "privilegi" di Santoro (che consistono in questo caso nel fatto che la polizia sta indagando sul furto di uno zainetto con dentro telefono e ipod dalla sua auto. E se ci sono dati sensibili?) e Calderoli ne approfitta per riproporre una legge costituzionale che col pretesto dei tagli ai costi della politica ripropone l'aumento dei poteri del premier e la sua legge elettorale? 

Insomma, non va a finire che prima si travolge la "casta" con una ondata di rabbia populista e poi si apre la strada a un altro salvatore, un uomo del fare estraneo ai vecchi giochi... e siamo da capo