Titolo

A volte una pausa fa bene

1 commento (espandi tutti)

Ho appena scoperto il blog, dopo aver letto il suo ultimo libro, e devo dire che è impressionante come io abbia maturato opinioni molto simili alle vostre sulla situazione italiana. Seguo la politica quotidianamente da diversi anni, ormai sono convinto che l'Italia sia destinata ad un lento declino in stile Argentina. 

Francamente non vedo alcuno spiraglio di salvezza (motivo per il quale anche io mi appresto ad emigrare). Il dibattito politico è ideologico, così come lo sono i quotidiani, e ciò impedisce alla gente di agire e scegliere razionalmente. Qui si decide aprioristicamente cosa votare su qualunque tema, fideisticamente, mossi da una aderenza acritica ed incondizionata ad un'area politico-culturale, con un atteggiamento fortemente religioso. E questo chiaramente impedisce di fare scelte razionali, dato che vi è un ribaltamento del processo conoscitivo: prima si decide per fede cosa fare, poi lo si cerca di argomentare con numeri, tesi, informazioni, etc.

Basti pensare alla campagna che è stata condotta da certi ambienti di sinistra, da Santoro a Beppe Grillo, contro il ritorno al nucleare: dando informazioni tendenziose, facendo conti sbagliati, cercando di suscitare la paura nella popolazione. Il Fatto Quotidiano e Repubblica hanno pubblicato articoli palesemente antiscientifici, che contrastavano ogni evidenza scientifica sperimentale, dando eco a delle informazioni irrilevanti e presentandole per corroborare la convinzione nei lettori che l'energia nucleare fosse il male assoluto. Ma si potrebbero fare esempi anche nella sponda mediatica opposta, citando telegiornali o quotidiani filogovernativi.

Insomma, in uno Stato in cui la politica è autoreferenziale, demagogica ed interessata esclusivamente alla propria rielezione futura, l'informazione e la controinformazione sono ideologiche e approssimative, la gente disperata e fortemente indisposta ad alcun cambiamento, è davvero dura pensare di potere salvare il paese dal baratro.