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A volte una pausa fa bene

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Per noi che, ogni anno, viviamo ancora più del 90% dei nostri giorni in questo paese decisamente "in preda a una degenerazione inarrestabile", questa decisione fa un po' l'effetto di quando il medico (lo specialista che viene da fuori) ci fa capire che è arrivato il momento delle cure palliative.

C'è un coro da stadio che dice "non ho più parole per insultarti" e tutto sommato immagino che questo sia parte del sentimento alla base di questa decisione.

C'è anche il titolo di una canzone degli Smiths che mi accompagna in questi giorni, e non solo quando mi mostrano i filmati dell'ultima barzelletta di BS: "That Joke Isn't Funny Anymore". Penso che dovrebbe essere l'inno di questa burletta che talvolta chiamiamo Italia.

Ovviamente il disegno di nFA non è semplicemente quello di sfottere da lontano, ma di fornire strumenti, di stimolare nervi sensibili come farebbe un bravo agopuntore. Almeno fino a quando il malato mostra vagamente di reagire, però!

Forse oltre alle desolazione del paese, ci sono anche delle "colpe specifiche" di noi fruitori di nFA che inducono facilmente un redattore/fondatore di nFA a pensare che rispondere per l'ennesima volta a obiezioni ideologiche tutte sovrapponibili, avanzate delle solite sette o otto persone, forse non sia il metodo più diretto per intervenire in modo fattivo nel dibattito politico.

Eppure da poche altre parti, come qui, ho imparato cose nuove nel corso di questi tre anni di confronto. Quindi grazie Michele (e grazie tutti). Non lasciateci soli. Se siete dei Don Quijote, vi preghiamo di non smettere tutti assieme, datevi perlomeno il cambio!

PS: Sui set della TV o del cinema, quando tu sei pronto in scena, ma nessuno grida ancora "Azione!", e tu sei lì che attendi e non sai se chi rallenta il ciak è il regista, il cameraman, il fonico o chi altro, con un modo deliziosamente perfido per mettere fretta agli altri si dice... "QUANDO VUOI!".

Beh Michele, quando vuoi!