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A volte una pausa fa bene

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Azz, anch'io ho fatto lo stesso. Siamo in troppi a pensarla allo stesso modo :-)))

Anch'io sul nucleare mi son buttato all'ultimo (e non sono riuscito a capirci granché fra decreto omnibus e sentenze varie).

Sul quesito due, boh, ammetto di non aver mai inteso fino in fondo cosa fosse esattamente questa dannata remunerazione. Pur comprendendo le motivazioni di Marco mi aveva convinto questo articolo di Phastidio. Ma può darsi tranquillamente che mi sbagli.

Sul quesito due, boh, ammetto di non aver mai inteso fino in fondo cosa fosse esattamente questa dannata remunerazione. Pur comprendendo le motivazioni di Marco mi aveva convinto questo articolo di Phastidio. Ma può darsi tranquillamente che mi sbagli.

anche se ho votato quattro Sì, avevo trovato ragionevole l'articolo di Seminerio. Poi vedo che anche Michele condivide la posizione di Marco Esposito... non ci capisco più niente :-) .

Il punto centrale dell'articolo di Seminerio era imho che il 7% va a coprire anche un paio di punti percentuali in più che le banche richiederebbero per finanziare gli investimenti per garantirsi, in quanto l'eventuale privato si porterebbe appresso il basso rating del comune o dell'ATO dove ha avuto la concessione. A questo punto mi sorgono due dubbi:

ma se a me individuo mi hanno dato un mutuo a un certo tasso, intorno al 3,50 perché al privato che comunque ha il ritorno in bolletta dovrebbero chiedere il 5,50%?

Non ci sono modi più economici di finaziare gli investimenti, visto che se il profitto garantito non lo guadagnano i concessionari lo guadagnano però le banche? E dal punto di vista del consumatore e del suo reddito disponibile, cosa cambia tra bollette più care e tasse più alte, a parità di importo?

Poi, per quanto qui Flores e Micromega non godano buona fama, che ne pensate di questo articolo sull'esperienza inglese, dove pare che si sia verificato un caso da manuale di cattura del regolatore? :

Hall e Lobina evidenziano come l’ente regolatore Ofwat sia stato continuamente raggirato dai gestori privati, che, nel migliore dei casi, hanno intascato extraprofitti riducendo gli investimenti programmati (ossia già pagati in tariffa dai cittadini). I casi più gravi non sono però emersi grazie al controllo di Ofwat ma perchè denunciati, a posteriori, dagli stessi autori dei misfatti, pentiti e decisi a svelare i meccanismi messi in piedi a danno dell’interesse generale. Negli scandali che hanno coinvolto Severn Trent, ad esempio, “l’informatore” è stato un ex manager che ha ammesso d’aver ricevuto l’ordine di alterare dati rilevanti al fine d’ottenere dal regolatore un aumento delle tariffe. Una vicenda che ha poi permesso di scoprire, attraverso successive confessioni, come una gran mole di dati forniti dalle società private ad Ofwat fossero falsi o gonfiati: dai dati sulle perdite di rete fino a quelli sulla consistenza reale delle morosità.