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A volte una pausa fa bene

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...a fare alcune considerazioni:

1) i "fatti" dovrebbero far pensare che la concezione di razionalità in economia sia insufficiente per innumerevoli ragioni e che qui pero' appaiono dirompenti: sono i votanti a essere biased, a fare danni in nome dell'ideologia, comunque "ignoranti" o esisterebbero solo problemi di agenzia a separare votanti e eletti?

2) senza diritti di prioprietà è imposibile calcolare quali decisioni possano creare ricchezza: per esempio la questione del nucleare dipende dall'impossibilità di assumere decisioni "razionali" in materia di energia in un sistema socializzato. Sono praticabili quindi ricette (alla Chicago?) dove l'allocazione dei diritti di proprietà è lasciata a decisioni "massimizzanti" di legislatori e giudici? Un'economia di piano è possibile?

3) sotto l'aspetto politico esiste quindi un limite al potere sovrano in democrazia o quella descritta nell'articolo non è che la logica conclusione dei suoi fondamenti?