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L'unità e la dis-unità d'Italia. Dialogo. (II)

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Ma Venezia era governata da una oligarchia dalla serrata del Gran Consiglio del 1296 (se ricordo bene la data) - assolutamente non democratica.

Ma Venezia era governata da una oligarchia dalla serrata del Gran Consiglio del 1296 (se ricordo bene la data) - assolutamente non democratica.

E' vero, sono d'accordo. Probabilmente hanno avuto maggiori conseguenze civiche le associazioni piu' democratiche delle valli svizzere e tirolesi dove, scommetto, si misura oggi capitale sociale superiore al Veneto. Peraltro le esperienze interamente democratiche sono state molto limitate in tutto il mondo fino a tempi recenti. In Italia si tratta di capire quali esperienze hanno avuto potenzialmente impatto culturale positivo a favore di comportamento civico (liberi comuni tipicamente oligarchici anche se magari non in maniera formale come Venezia dopo la serrata), oppure altre realta' dove ha prevalso il principio del "purche' se magna" senza episodi rimarchevoli di azione comune per obiettivi comuni.

C'era forte spirito civico nei patrizi veneziani, e la bonta' della loro amministrazione riscuoteva un buon livello di rispetto e devozione da parte del popolo inclusi i ricchi borghesi pur esclusi dalla politica, e anche, in seguito alle dedizioni, un buon livello di rispetto e devozione da parte dei ceti popolari dell'entroterra veneto, e non solo. L'oligarchia veneziana aveva nei fatti un elevato consenso, e non c'erano in giro, a quei tempi, alternative molto piu' democratiche, anzi. Tracce del consenso se ne trovano nell'insurrezione di Treviso contro l'occupazione della Lega di Cambrai, nei racconti del Ruzante e in molti altri episodi che arrivano perfino ad oggi.

Tutte queste sono opinioni da dilettante ma eventualmente posso fare qualche citazione da quello che ho letto.