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L'unità e la dis-unità d'Italia. Dialogo. (II)

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Perchè non tentare qualcosa di alternativo al "modello". Il Mercatus Center della GMU (noto covo "austriaco") ha per esempio pubblicato questo bel saggio sul successo del Botswana con una metodologia che lo evita completamente. Focalizzandosi su cio' che ben difficilmente puo' averci a che fare. Una metodologia che sembra tra l'altro prendere piede

Tra l'altro questo focus esclusivo sulla modellistica mi ha richiamato questo per paper sulla metdologia cartesiana foriero di gravi ritardi nello sviluppo della scienza 

Una metodologia che sembra tra l'altro prendere piede

Un tempo si chiamava storia....

Infatti si discute della storia d'Italia e un modello si fonda su variabili "storiche" mentre ignora o al piu' parametrizza idee e istituzioni che hanno guidato gli eventi    

Tra l'altro questo focus esclusivo sulla modellistica mi ha richiamato questo per paper sulla metdologia cartesiana foriero di gravi ritardi nello sviluppo della scienza

Non ho letto la parte economica, ma l'analisi dello stato delle scienze fisiche nel XVII secolo fatta nel paper mi sembra decisamente superficiale. Affermare che la filosofia meccanicistica sia stata di grave ostacolo allo sviluppo della scienza e' un esagerazione, basti pensare che la teoria newtoniana dell'azione a distanza si e' affermata molto velocemente, una volta che ci si rese conto che con la sua teoria si potevano fare calcoli matematici e riprodurre molte osservazioni sperimentali. Velocita' testimoniata dalla rapida ascesa di Sir Isaac Newton ai vertici della Royal Society e della considerazione della comunita' savant contemporanea.

I contributi di Cartesio allo sviluppo della matematica sono peraltro innegabili. E se e' vero che Newton ha preferito adottare dimostrazioni geometriche nei suoi Principia, e' bene ricordarsi che egli giunse originariamente a formulare i principi fisici del suo capolavoro grazie al calcolo infinitesimale, da lui stesso inventato e poi riposto in un cassetto per noncuranza o eccesso di cautela. Semmai la scelta di non diffondere questo mirabile strumento matematico poteva rischiare di ritardare gravemente lo sviluppo scientifico, per fortuna che della sua pubblicazione si fece carico Leibniz (un altro meccanicista con le sue monadi) che al calcolo ci arrivo piu' o meno indipendentemente pochi anni dopo, anche grazie alla lezione di Cartesio, Huygens e tanti altri.

Come curiosita', puo' valere anche la pena notare come la fisica moderna sia, in spirito, molto piu' vicina alle teorie meccanicistiche di quanto pensino gli autori del suddetto paper. La termodinamica, ad esempio, e' completamente interpretata su base meccanicistica ed atomista dalla teoria cinetica e dalla meccanica statistica, grazie ai lavori di Maxwell, Boltzmann ed altri. Tra parentesi, il povero Boltzmann e' stato duramente attaccato in vita proprio dagli oppositori - ovviamente in errore - delle teorie meccanicistiche ed atomiste. Anche l'azione a distanza di tre delle quattro forze conosciute (compreso l'elettromagnetismo a cui si fa riferimento nel paper) e' oggi interpretata nei termini di particelle vettori (fotoni, bosoni W e Z, gluoni) che trasportano le forze un po' come le particelle dei filosofi meccanicisti.

Di fatto, la teoria Newtoniana altro non e' che un modello (per quanto geniale, mirabile, elegantissimo, innovatore, etc.), e piu' in generale la fisica procede (o dovrebbe procedere) per osservazioni, modellizzazione, calcolo delle proprieta' dei modelli, ancora osservazioni e cosi' via.

Perchè non tentare qualcosa di alternativo al "modello". Il Mercatus Center della GMU (noto covo "austriaco") ha per esempio pubblicato questo bel saggio sul successo del Botswana con una metodologia che lo evita completamente.

In cosa consisterebbe esattamente il successo del Botswana?

Dal paper (pag. 9)

Relative to sub-Saharan African averages, most economic and social indicators reflect outstanding living conditions for the average Botswanan citizen. For example, Botswana’s infant mortality rates are much lower than the average sub-Saharan African rate. Similarly, Botswana’s average caloric intake and education levels are well above average.

Botswana’s rapid economic growth has been the key factor driving improvements in standards of living. From 1965 to 1995, Botswana was the fastest growing country in the world. During this 30-year stretch, Botswana’s average rate of growth was 7.7% per year. Relative to other nations, Botswana rose from the third poorest nation in 1965 to an “Upper Middle Income” nation.

In una nota si dice anche che una dimensione in cui il Botswana sta facendo male è l'aspettativa di vita, principalmente a cusa dell'epidemia di AIDS.