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L'unità e la dis-unità d'Italia. Dialogo. (I)

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Chiedo al prof. Federico se ci sono studi o stime che includono i costi del brigantaggio.

Per circa 8 anni il sud fu percorso da una guerra civile strisciante, dove non era facile distinguere i buoni dai cattivi e dove l'unica cosa certa era la distruzione di capitale umano e materiale, con i bersaglieri che fucilavano con manica larga e i briganti che tra le altre cose ammazzavano e rapivano i possidenti "liberali", cosa che nel sud voleva spesso dire i borghesi più attenti e più predisposti, sia pure in embrione, all'imprenditoria anzichè al latifondo.

Mi chiedo se questo possa aver contribuito ad ampliare il divario, lasciando tracce profonde nella società e nell'economia, avendo ovviamente ben presente che questa non può essere la causa principale, ma al massimo una concausa.

Credo che la ragione principale vada ricercata, come detto nel post, nella mancanza per il sud di fonti di energia facilmente accessibili (il famoso carbone azzurro dell'idroelettrico ampiamente disponibile invece nell'arco alpino) e nella lontananza dai mercati più evoluti, che a fine ottocento ha fatto concentrare gli investimenti, anche stranieri, nel nord-ovest.

Chiedo al prof. Federico se ci sono studi o stime che includono i costi del brigantaggio.

Non che io sappia. Più volte si è parlato di farla, ma le difficoltà sono sempre apparse insuperabili - proprio per la mancanza di dati per il 1861. Comunque il brigantaggio è una delle molte cose accadute fra 1861 e 1871 che citavo nella mia risposta insieme alla i) costruzione delle ferrovie e di altre infrastrutture ii) estensione al Sud dell'amministrazione piemontese, iii) liberalizzazione del commercio estero iv) unificazione della moneta ed abolizione delle barriere interne etc. Proprio per la somma di questi shocks è difficile inferire i livelli di reddito del 1861 dalle stime del 1871 (ed a fortiori del 1891)