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Assurdità e pericolosità della patrimoniale straordinaria

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Premetto che io, per ovvie ragioni più volte ripetute in diverse sedi, sono contrario allo spropositato uso delle imposte, che come strumento avranno pure la loro utilità in certi casi, ma nella maggioranza dei casi andrebbero sostituite con tasse dalle controprestazioni ben chiare e definite. 

Questo premesso, le due risposte da te citate mancano un punto fondamentale. Poniamo caso che invece che il 120% del PIL, indicassimo nel 40% del PIL l'incidenza del debito pubblico che avremmo desiderato nel 2011.

Dov'è finito questo 80% mancante?

Attenzione, non sto chiedendo un'opinione su chi abbia sprecato/rubato/speso/investito questa quantità di denaro, spannometricamente 1200 miliardi di Euro, ma su dove sia finita.

A me pare chiaro, dato che il patrimonio complessivo netto dei residenti nella RI è pari a circa 9 mila miliardi di Euro, di cui 5.5 in immobili, e che il debito pubblico della RI sia storicamente quasi sempre stato completamente o quasi in mano di cittadini della RI (direttamente e negli ultimi tempi anche indirettamente), che questi 1200 miliardi di Euro siano finiti in una maniera o nell'altra, legalmente o illegalmente, onestamente sudati o disonestamente rubati, nelle tasche dei cittadini della RI.

IMVHO incontrovertibile.

Tra l'altro, diciamo che i Sig.ri Craxi e compagnia hanno sbagliato, per aver fatto crescere tanto il debito pubblico, ma se la guardiamo da un'altra parte, cioé sommando insieme debito pubblico e privato e paragonando il tutto agli attivi, in realtà appare chiaro che il problema non è mai stato ottenere un ritorno dalla spesa/investimento, ma far pagare ai privati in maniera equa la loro parte. In definitiva, lo Stato investiva/spendeva/sprecava da una parte, ma chiedeva, per decenni, ai contribuenti meno di quanto avrebbe dovuto (rispetto alle uscite! Non sto giustificando gli sprechi, per carità!).

La RI era un sistema paese nel suo insieme (privato + pubblico) funzionante, che creava ricchezza ed aumentava (mediamente) il patrimonio dei propri residenti, ma che per svariati motivi (principalmente la voglia dei politici di tenersi il culo sulle loro poltrone) non chiedeva ai suoi contribuenti di pagare tanto quanto era necessario, visti gli impegni di spesa.

Ma non esistono pranzi gratuiti!

Qualcuno il conto l'ha dovuto pagare. E questo qualcuno, sono in massima parte i nuovi entranti nel mercato del lavoro negli ultimi 20 anni (tra l'altro, la cosa peggiora linearmente di anno in anno, un co.co.pro. entrato nel mercato del lavoro nel 2010 che deve vivere in affitto a Roma o Milano paga certo di più di un dipendente pubbilco entrato nel mondo del lavoro nel 1992 con una casa di proprietà in una città di provincia Siciliana).

In una realtà alternativa, gli over 44 avrebbero ricevuto 1200 miliardi in meno (perché magari avrebbero fatto meglio il loro dovere di cittadini, controllando che venissero evitati tanti sprechi e che si sobbarcasse tanto sulle prossime generazioni), ed oggi ci sarebbero meno disparità intergenerazionali.

Una imposta patrimoniale è una scorciatoia iniqua per cercare di avvicinare il sistema paese a quella realtà alternativa. Uno strumento semplicistico per cercare di risolvere un problema molto complesso, ma purtroppo reale ed attuale.

Eludibile ad libitum?

Non credo.