Titolo

Assurdità e pericolosità della patrimoniale straordinaria

3 commenti (espandi tutti)

Sei sicuro che per Posner questo principio non è anche normativo?

Forse che Coase non chiude l'esempio del bestiame che va a zonzo sui campi altrui o della locomotiva che incendia il campo di grado chiedendo che i diritti di proprietà (in caso di costi di transazione) debbano essere allocati a chi massimizza la ricchezza (?)

Coase, se ben ricordo, dice che tale allocazione è razionale e che, in mancanza di costi che lo impediscano, le parti interessate la raggiungeranno. Ma è un dato condiviso dagli studiosi di law and economics.

Com'è ovvio, se ne può dedurre l'opportunità dell'esproprio nel caso che i costi di transazione siano proibitivi: naturalmente, in un ordinamento di libero mercato, un esproprio richiede anche un indennizzo, certo non figurativo come spesso avviene in Italia ... credo che questo tema sia trattato a fondo da Richard Epstein, nei suoi numerosi scritti (è un piacere leggerlo, di solito).

Più in generale: l'analisi economica del diritto nasce come disciplina conservatrice; Posner si impegna a dimostrare che il common law è efficiente per contrastare l'intervento regolatore (in questo senso è normativo). Degli strumenti concettuali dell'analisi economica possono, però, impossessarsi anche studiosi di orientamento progressista: ciò che avviene soprattutto dopo la diffusione della behavorial economics. Oggi uno dei più brillanti tra loro, Cass Sustein, fa parte dello staff di Obama.

Era proprio questo che mi sembrava strano: l'efficienza non si puo' definire se non in funzione di un fine e delle valutazioni delle risorse per raggiungerlo. Come tali sono soggettive. Quindi bisognerebbe che Posner & Co. spieghino come si faccia a definire qualcosa "efficiente" per un gruppo di individui o un'intera società. Non so se l'abbiano mai fatto ma per me è stupefacente ignorare così il problema con tanta leggerezza

Coase scrisse un bel saggio poi raccolto in un collezione di scritti da Buchanan sul fatto che costi e benefici in economia sono soggettivi. Qualsiasi costo è un costo opportunità cioè è il sacrificio sopportato rinunciando a raggiungere la seconda migliore opportunità a disposizione di ciascun  attore. Quindi i costi non sono comparabili tra individui diversi. Davvero emblematico che per conseguire il Nobel abbia rinunciato a questa banale autoevidenza