Titolo

Assurdità e pericolosità della patrimoniale straordinaria

3 commenti (espandi tutti)

No, no, via dagli argomenti noiosi!  La mia era solo una mezza-provocazione da guitto radiofonico. Se però poi il tema è dibattuto a lungo, ma non si è (ancora) trovato un consenso generalizzato, significa che allora il tema è noioso, ma non banalissimo.

Non è banale per niente. Qual è il modo ottimo (=che fa meno danno all'economia) per prelevare una data somma ai cittadini è questione complicata. Dipende da tante cose (a cominciare da quali obiettivo intendiamo raggiungere in termini di sviluppo e equità) e purtroppo non si può risolvere in un blog post.

Tassa sul reddito, sul patrimonio, sulle transazioni finanziarie, sul consumo hanno tutte i loro peculiari effetti negativi. Il trucco è trovare il mix migliore, e la discussione è aperta.

Però qua si parlava di un'altra cosa, ossia un intervento straordinario di riduzione del debito. Per questo intervento straordinario è vero quello che dice Marco, le stesse obiezioni si applicano a un aumento straordinario del prelievo sui redditi.

Che, i meno giovani ricorderanno, è effettivamente stato attuato. Lo chiamarono ''tassa per l'Europa'' o amichevolmente ''la tassa su chi ha pagato le tasse'', dato che si applicava retroattivamente alla dichiarazione IRPEF dell'anno prima.

Ora, quella tassa ci aiutò un po' a imbrogliare le carte facendo apparire la situazione del nostro bilancio pubblico migliore di quella che era veramente. E siccome a quei tempi in Europa tutti stavano più o meno usando, o cercando di usare,  trucchetti simili,  ci venne passata per buona e ci aiutò a entrare nell'euro.

Ma adesso, quasi 15 anni dopo, possiamo vedere a cosa servono i provvedimenti una tantum di riduzione del debito. Alla prima recessione siamo tornati al 120% del rapporto debito/PIL. Le spese non sono scese e la pressione fiscale neanche. Certo, abbiamo anche avuto per lungo tempo un ministro dell'economia, il buon Voltremont, particolarmente scarso e inefficace. Ma qui sta il punto. Finché non cominciamo a chiedere a gran voce di mettere a posto il bilancio ordinario non otterremo nulla. E provvedimenti straordinari serviranno solo a confondere e occultare i problemi veri.

Spero di non dire una cazzata immane, ma credo che in quel contesto l' imposta straordinaria fosse sensata (magari non ottimale, ma sensata).

La ragione è questa: entrare nell' euro ha abbassato di molto il costo del debito, e servire il debito in lire sarebbe costato allo stato (e dunque ai contribuenti) molto più dell' eurotassa.E per entrarci era necessario rispettare dei parametri formali, dando un ritorno molto alto a qualunque investimento che portasse a rispettarli.

L' argomento mi pare del tutto irrilevante per il caso discusso: i mercati non ragionano per soglie formali.