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Assurdità e pericolosità della patrimoniale straordinaria

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Sandro, alla fine (grazie a un paio di scambi di opinione con Boldrin e Bocchini) mi sono iscritto anch'io al partito del "no alla patrimoniale".

La mia è un iscrizione convinta, ma tattica, essendo soprattutto d'accordo con il fatto che, per la sinistra, è da folli tirarla fuori adesso che c'è aria di elezioni. (Potremmo discutere con calma, tra vent'anni, se in una seria riforma fiscale c'è spazio anche per una componente patrimoniale, riducendo le tasse sui redditi da lavoro). Ma ora no, proporre la patrimoniale è pazzia.

Potremmo dire che se è vero che tutte le proposte in campo di giustizia del centrodestra "per il bene comune", sotto-sotto mirano a salvare la pelle a BS, tutte le proposte in campo di economia del centrosinistra, sotto-sotto hanno l'obiettivo nascosto di perdere le elezioni.

Mi perdonerai se mi permetto un giochino stupido. Ho preso la tua risposta qui sopra e ipotizzando di essere in FANTASILANDIA dove NON esistono imposte sul reddito e le entrate della provengano SOLTANTO da imposte patrimoniali, ho provato a immaginare la tua risposta a un'obiezione di introduzione di imposte sul reddito.  In grassetto la parte modificata da me:

No Alberto, la patrimoniale l'imposta sul reddito fa proprio male. Ci sono essenzialmente due possibilità.

1) Se il sistema politico (o i politici, o la cultura degli elettori, o le elites, o qualunque altra cosa tu voglia chiamarla) è in grado di mettere il paese su un sentiero di sostenibilità finanziaria, raggiungendo in pochi anni il pareggio del bilancio allora non esiste problema di default e l'imposta patrimoniale sul reddito fa solo danni perché scoraggia l'accumulazione di capitale (oltre a essere, a mio avviso, regressiva e punitiva verso il ceto medio i ceti produttivi, ma questo è altro discorso). Gli investitori internazionali (quelli che i politici chiamano con ribrezzo ''speculatori'' perché hanno la pretesa di viler capire se i soldi che prestano hanno speranza di essere restituiti) si spaventano quando vedono uno stato con deficit permanenti. Il livello corrente del debito, quello su cui dovrebbe incidere la patrimoniale, conta poco.

2) Se invece il sistema politico non è in grado di imboccare la strada del pareggio del bilancio allora la patrimoniale imposta sul reddito nulla può fare. Non conta se l'attuale rapporto debito/PIL è del 100%, del 120% o del 140%. Quello che conta sono i deficit futuri. Che sia al 100% o al 140%, se chi presta prevede che i deficit continuono allora la crisi di fiducia ci sarà comunque. Chiaro, qualche influenza sui tempi e sulle scadenze c'è; più alto è il debito e più corte le scadenze più è probabile che la crisi avvenga immediatamente. Ma se non c'è fiducia sul ritorno al pareggio la crisi prima o poi deve avvenire. Una patrimoniale imposta sul reddito può accelerarla o ritardarla, a seconda della fiducia o sfiducia riguardo alle prospettive di breve periodo che genera tra gli investitori.

E togliti dalla testa l'idea che i politici amerikani (o svedesi, o inglesi) siano particolarmente superiori a quelli italiani. I politici rispondono agli incentivi, in tutte le parti del mondo. In nessuna epoca storica e in nessun paese c'è stata una preponderanza di nobili eroi dediti al bene comune.

Time for a post on efficient taxation, il field piu' noioso della scienza economica! :-) Seriously, Marco, il tema e' ampiamente dibattuto in letteratura. Mi azzardo a dire che non c'e' un consenso generalizzato ma forse su certe questioni specifiche si puo' dire qualcosa. 

No, no, via dagli argomenti noiosi!  La mia era solo una mezza-provocazione da guitto radiofonico. Se però poi il tema è dibattuto a lungo, ma non si è (ancora) trovato un consenso generalizzato, significa che allora il tema è noioso, ma non banalissimo.

Non è banale per niente. Qual è il modo ottimo (=che fa meno danno all'economia) per prelevare una data somma ai cittadini è questione complicata. Dipende da tante cose (a cominciare da quali obiettivo intendiamo raggiungere in termini di sviluppo e equità) e purtroppo non si può risolvere in un blog post.

Tassa sul reddito, sul patrimonio, sulle transazioni finanziarie, sul consumo hanno tutte i loro peculiari effetti negativi. Il trucco è trovare il mix migliore, e la discussione è aperta.

Però qua si parlava di un'altra cosa, ossia un intervento straordinario di riduzione del debito. Per questo intervento straordinario è vero quello che dice Marco, le stesse obiezioni si applicano a un aumento straordinario del prelievo sui redditi.

Che, i meno giovani ricorderanno, è effettivamente stato attuato. Lo chiamarono ''tassa per l'Europa'' o amichevolmente ''la tassa su chi ha pagato le tasse'', dato che si applicava retroattivamente alla dichiarazione IRPEF dell'anno prima.

Ora, quella tassa ci aiutò un po' a imbrogliare le carte facendo apparire la situazione del nostro bilancio pubblico migliore di quella che era veramente. E siccome a quei tempi in Europa tutti stavano più o meno usando, o cercando di usare,  trucchetti simili,  ci venne passata per buona e ci aiutò a entrare nell'euro.

Ma adesso, quasi 15 anni dopo, possiamo vedere a cosa servono i provvedimenti una tantum di riduzione del debito. Alla prima recessione siamo tornati al 120% del rapporto debito/PIL. Le spese non sono scese e la pressione fiscale neanche. Certo, abbiamo anche avuto per lungo tempo un ministro dell'economia, il buon Voltremont, particolarmente scarso e inefficace. Ma qui sta il punto. Finché non cominciamo a chiedere a gran voce di mettere a posto il bilancio ordinario non otterremo nulla. E provvedimenti straordinari serviranno solo a confondere e occultare i problemi veri.

Spero di non dire una cazzata immane, ma credo che in quel contesto l' imposta straordinaria fosse sensata (magari non ottimale, ma sensata).

La ragione è questa: entrare nell' euro ha abbassato di molto il costo del debito, e servire il debito in lire sarebbe costato allo stato (e dunque ai contribuenti) molto più dell' eurotassa.E per entrarci era necessario rispettare dei parametri formali, dando un ritorno molto alto a qualunque investimento che portasse a rispettarli.

L' argomento mi pare del tutto irrilevante per il caso discusso: i mercati non ragionano per soglie formali.

bisogna aggiustarla un po'...

l'imposta patrimoniale sul reddito fa solo danni perché scoraggia l'accumulazione di capitale

direi che in primis scoraggia gli investimenti e i consumi, detenere capitali molto meno. rimangono tutte osservazioni sensate che ci ficcano in pieno argomento "riforma fiscale". in accademia vedo che sono considerate cose noiose, mentre nei bar non si discute d'altro, e con passione! :-)