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Assurdità e pericolosità della patrimoniale straordinaria

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Su debito e crescita. Qui Rogoff sostiene, sulla base dell'analisi di 44 paesi in circa 200 anni, che,

"the relationship between government debt and real GDP growth is weak for debt/GDP ratios below 90% of GDP. Above the threshold of 90%, median growth rates fall by 1%, and average growth falls considerably more. The threshold for public debt is similar in advanced and emerging economies and applies for both the post World War II period and as far back as the data permit (often well into the 1800s)".

http://www.voxeu.org/index.php?q=node/5395

 

Domanda retorica immagino ?

Mi sembra che "i nostri eroi" stiano cercando di spostare l'attenzione verso l'oggetto sbagliato (ovvero quello che fa più comodo a loro). Cercano di dire: se abbassiamo per magìa il rapporto debito/PIL sotto il 90%, la crescita, per incanto - tanto per rimanere in tema - riapparirà. Bene, bravi, bis. In effetti è proprio al bis che puntano, e magari anche al tris e oltre. Cioè a salvare la sedia. In fondo sono ampiamente corresponsabili della situazione attuale, non sono forse la classe digerente ? Si proprio digerente, perchè prima hanno magnato, poi hanno digerito, e adesso sono pronti a ricominciare a mangiare e vorrebbero che il conto lo pagasse qualcun altro. 

Voi li avete ampiamente sbugiardati. Magari se costoro guardassero un po' più in là, scoprirebbero che le ragioni di un rapporto debito/PIL inferiore al 90% non sono le imposte patrimoniali, ma una sana disciplina di bilancio, che controlla le spese, evitando quelle più improduttive e clientelari, che sono la vera zavorra della crescita.

and.... per quanto ad un certo punto parli di causalità bidirezionale crescita/debito-debito/crescita, mi sembra tuttavia sostenere (anzi, lo dice in modo piuttosto netto, almeno quando intervistato su Bloomberg) che ci sia qualcosa di intrinsecamente negativo nell'avere un rapporto debito/GDP superiore ad una certa soglia (roughly 90%): "high levels of debt dampen growth". Mi sembra, cioè, proponga un'idea meno benigna dell'indebitamento rispetto a quella di questo post, anche se non mi è chiarissimo il meccanismo causale che dal debito sopra una certa soglia porterebbe alla bassa crescita. Nell'articolo, sembra indicare l'impatto dell'alto debito sul country risk. 



Ossia, ha trovato una correlazione in alcuni dati rafazzonati dal suo RA, non ha controllato per niente di niente ... e poi ha rilasciato un'intervista a Bloomberg dove esprime le sue sensazioni.

Va benissimo, siamo in un paese libero ed anche Ken Rogoff ha il diritto di dire la sua.

Vedi come a volte succedono le disgrazie! A me, che non conosco i dati, era sembrato convincente nel senso che l'alto debito tenderebbe a individuare un ambiente politico poco favorevole allo sviluppo di meccanismi economici efficaci.

Beh, Rogoff non e' proprio l'ultimo arrivato. Se ottiene questi risultati e li pubblica sull'AER un minimo di dubbio potrebbe seminarlo.

Nell'articolo, sembra indicare l'impatto dell'alto debito sul country risk. 

Se guardiamo al caso specifico, cioè all'Italia, possiamo notare che gli effetti dell'incremento del rischio paese si sono appalesati solo dopo la crisi del 2008. Negli anni precedenti lo spread sui titoli di stato italiano e i bund tedeschi, nonostante il rapporto debito/pil già superiore a 1, è stato assai contenuto (in media 20-30 bps) e sostanzialmente tale da non incidere negativamente sulle possibilità di crescita. Ciò premesso, sappiamo che la crescita italiana, anche nei primi anni del decennio è stata particolarmente bassa. Questo indica che ci sono stati e permangono altri problemi, che hanno inciso negativamente sul tasso di crescita. Negli ultimi due anni si è aggiunto anche l'incremento dello spread sui titoli pubblici, che, tuttavia, non ha ancora iniziato a "mordere" veramente  perchè nel biennio i tassi - soprattutto a b/t - sono stati mantenuti su livelli particolarmente bassi.

Naturalmente qs non è in contrasto con la correlazione statistica individuata da Rogoff.

Non ho nessun dubbio che vi siano ben altri problemi, ci mancherebbe (e I'm all in nel considerare scellerata la patrimoniale straordinaria). 

Restando su debito e risk premium, però: Veltroni vuole abbassare il debito, in primis, per pagare poi meno interessi. Nondimeno, a rigore, il capitale che ripaghi è uguale al NPV degli interessi risparmiati. Quindi, che senso ha? Se, tuttavia, determinassimo che esiste un risk premium e che esso è legato all'alto debito, allora ridurrre il debito (facendo scendere così gli interessi), in effetti, diverrebbe una buona idea, cioè comporterebbe un reale risparmio monetario.