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Alcune prime osservazioni sui risultati dei test PISA 2009

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se confrontiamo i dati sull'analfabetismo al momento dell'unificazione italiana con i dati PISA di oggi

è una cosa che mi sono riproposto più volte di fare. Però se come penso anch'io non troviamo grandi differenze nel divario non possiamo concludere che è il centralismo ad aver fallito, perché fino ad ora non si sono mai misurati i risultati e quindi non si sono dati gli incentivi giusti agli stakeholders.

se confrontiamo i dati sull'analfabetismo al momento dell'unificazione italiana con i dati PISA di oggi

è una cosa che mi sono riproposto più volte di fare. Però se come penso anch'io non troviamo grandi differenze nel divario non possiamo concludere che è il centralismo ad aver fallito, perché fino ad ora non si sono mai misurati i risultati e quindi non si sono dati gli incentivi giusti agli stakeholders.

Scusa Salvatore: il centralismo, in Italia, dal 1861 al 2010 ha fallito, punto.

Non ha ridotto le differenze tra Nord e Sud per esempio nell'istruzione, mentre cio' e' avvenuto nel resto del mondo in generale e all'interno di Stati federali in particolare.  Il fatto che "non si sono mai misurati i risultati e quindi non si sono dati gli incentivi giusti agli stakeholders" e' responsabilita' e colpa della scadente e stupida versione del centralismo statale all'italiana, dove l' "aiuto" al Sud consiste in provvedimenti di mostruosa stupidita' (e disonesta') come NON misurare i risultati dell'istruzione, NON cercare di avvicinare le competenze acquisite con la scuola statale del Sud a quelle del Nord, dare valore legale uguale a titoli di studio che corrispondono a competenze molto diverse, e cosi' via.  Un sistema centralista intelligente e onesto ovviamente non opererebbe cosi', ma in Italia abbiamo avuto uno statal-centralismo basato sulla stupidita' e la disonesta'.

nel 1861 la percentuale di analfabeti in Italia era del 75% - variabile dal 54% Piemonte e Lombardia all'89.7% della Sardegna. Il Nord al 61%, Sud e Isole all'87-88%

Fino al 1912 (legge Daneo-Credaro) l'istruzione primaria, formalmente obbligatoria, era finanziata dai comuni - quindi locale e federalista. Nel 1911 (quarant'anni dopo) Italia 37.9% Nord 22.4% Sud e Isole 58-59%.

Dopo è divenuta statale e centralista. Dopo altri quarant'anni (e due guerre mondiali) nel 1951 Italia 14%. Nord 4.4% e Sud e Isole 24%

Svimez Un secolo di statistiche storiche tav 411

PISA 2009, Nord-Ovest vs Isole, % di studenti al livello 2 o meno (file invalsi):

reading: 34.1 vs 57.8; maths: 37.1 vs 63.8

quindi siamo tutti d'accordo che e' un fallimento del centralismo italiano. sui rimedi la discussione resta aperta. il mio modello resta quello cinese che si misurano i risultati e se una scuola va male il preside si manda via e si rimpiazza con uno di un'altra provincia. 

quindi siamo tutti d'accordo che e' un fallimento del centralismo italiano. sui rimedi la discussione resta aperta. il mio modello resta quello cinese che si misurano i risultati e se una scuola va male il preside si manda via e si rimpiazza con uno di un'altra provincia.

Qualunque elemento crei incentivo a fare meglio produrrebbe risultati migliori di quelli ottenuti finora, credo. Il problema e' che bisognerebbe ripartire da zero, dai fondamenti.  Lo Stato italiano e' da sempre piu' o meno un'associazione a delinquere per togliere a molti e dare a pochi, mantenendo il consenso col la spesa pubblica e reclutando dipendenti pubblici senza meritocrazia ma in cambio del voto.  Su queste basi non puo' venir fuori nulla di buono. Bisognerebbe ripartire da zero: lo Stato e' uno strumento che ha la sua legittimita' unicamente dal consenso dei cittadini, e deve essere al loro servizio solo in quei compiti dove e' piu' efficiente del mercato. Tutto cio' che e' superfluo, come pagare i politici piu' della media europea, o pagare il Quirinale 4 volte Buckingham Palace dovrebbe essere liquidato istantaneamente, con un un bel calcione a chi facesse anche la minima resistenza. Ogni compenso ai dipendenti pubblici non in linea con quello per simili funzioni nel privato dovrebbe essere anti-costituzionale, e questo dovrebbe riguardare anche le garanzie sul mantenimento del rapporto di lavoro dipendente. Ma non credo che gli italiani abbiano i mezzi culturali per capire queste banalita', preferiscono credere alle favole, che sono molto piu' rassicuranti.