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Alcune prime osservazioni sui risultati dei test PISA 2009

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Non nego che al centralismo possano essere attribuiti tutti i mali (ma sono o sono state cetraliste molte nazioni progredite, lo è, credo, ancora la Francia). Tuttavia io vorrei capire possibili cause dell'insufficienza delle scuole del sud, più vicine alla realtà empirica, in modo che si possa intervenire sul piano pratico. Un intervento possibile, a livello sperimentale (anche solo per qualche scuola, per capirne di più) è premiare i miglioramenti delle scuole, lasciando alle scuole stesse di cercare modi (non truffaldini) di migliorare l'insegnamento della matematica. Sono d'accordo che le capacità e l'impegno dei docenti sono molto importanti nell'insegnamento della matematica. Ma le condizioni al contorno influenzano anche il rendimento dei docenti. Ad esempio l'insegnante più preparato che non sia in grado di controllare una classe o di mantenere alto il livello di attenzione non potrà mettere a frutto la sua preparazione. L'attenzione degli studenti è la condizione più importante, a mio avviso, per avere un insegnamento efficace. Ma l'attenzione è anche determinata dalle condizioni sociali al contorno: fiducia nell'utilità dell'insegnamento, rispetto per chi è competente, desiderio di imparare, rispetto per le regole, ecc. D'altra parte un insegnante incompetente dà luogo al disinteresse degli studenti.  Insomma le concause possono essere non solo plurime ma variamente intrecciate.

vorrei capire possibili cause dell'insufficienza delle scuole del sud, più vicine alla realtà empirica, in modo che si possa intervenire sul piano pratico

Un elemento utile per iniziare sarebbe una valutazione onesta, uniforme e periodica delle competenze di studenti e insegnanti.  Assieme ai dati sul retroterra familiare e sociale degli studenti, queste informazioni potrebbero consentire di determinare empiricamente i migliori insegnanti e le migliori tecniche di insegnamento.  Se ci sono test standardizzati fatti bene e amministrati senza trucchi, insegnanti e studenti poi avranno degli obiettivi piu' chiari.  Credo che tutti gli Stati progrediti raccolgano questi dati e facciano le relative analisi, in Italia invece si tende ad educare ancora con i metodi del 1800 che avevano un senso per l'istruzione d'elite degli studenti di buona famiglia, ma che producono risultati mediocri se applicati all'istruzione di massa di una popolazione uscita a malapena l'altroieri dall'analfabetismo di massa.

Ma l'attenzione è anche determinata dalle condizioni sociali al contorno: fiducia nell'utilità dell'insegnamento, rispetto per chi è competente, desiderio di imparare, rispetto per le regole, ecc.

Certamente e anche in questo campo lo Stato italiano potrebbe far molto, e invece non fa o peggio fa danni.  Se lo Stato assumesse i dipendenti pubblici con concorsi (come dice la sua stessa costituzione) e se questi concorsi consistessero in valutazioni oneste ed uniformi, ecco che ci sarebbero tutti gli incentivi per gli studenti a stare attenti, e addirittura per le famiglie per pretendere buoni insegnanti. Se invece lo Stato assume i suoi dipendenti in maggioranza, come ha fatto maggioritariamente nella Scuola negli ultimi decenni, stabilizzando precari che hanno avuto supplenze e punti vari in graduatoria accumulati con mezzi spesso obliqui e rocamboleschi, se valuta allo stesso modo il pezzo di carta di un liceo che lavora bene e il pezzo di carta rilasciato dal diplomificio di infima qualita', allora pone incentivi dannosi, che disincentivano nell'impegno allo studio e incentivano solo ad arrivare al pezzo di carta col minore sforzo possibile anche grazie ad imbrogli ed espedienti.

Oramai ovunque si usi performance-based compensation per gli insegnanti, si usano misure di value added come suggerisci tu. Non sono senza problemi, ovviamente, ma sono una buona base di partenza. Ovviamente come hai suggerito sopra, i PISA non sono progettati per fare questo tipo di valutazioni.