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Alcune prime osservazioni sui risultati dei test PISA 2009

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Quasi tutti i commenti sembrano ritenere che l'esito dei test PISA fornisca un giudizio sulla scuola o sui suoi docenti. In realtà a me sembra che non sia proprio così. Il rendimento di una scuola o di un insegnamento dovrebbe essere misurato tenendo conto degli studenti che vi entrano, il loro livello culturale, il livello culturale della famiglia, la loro curiosità, ecc. ecc.

I risultati PISA danno una stima quantitativa delle competenze dei 15enni italiani, tali competenze, non e' possibile negarlo, dovrebbero plausibilmente essere principalmente effetto dell'istruzione scolastica, non dimentichiamo che nello Stato italiano tale istruzione e' obbligatoria in istituti accreditati fino a 16 anni. Ovviamente oltre alla Scuola concorrono a determinare le competenze dei 15enni le famiglie (quindi il grado di alfabetizzazione dei genitori, primariamente) e il contesto culturale e sociale locale. 

Personalmente ritengo che la Scuola italiana sia particolarmente scadente per quanto riguarda l'istruzione degli studenti che hanno un retroterra familiare e sociale poco alfabetizzato e poco incline all'impegno nello studio, quindi e' probabile che in Italia, piu' che in altri Paesi dove lo Stato funziona meglio ed e' piu' efficace a fornire ai suoi cittadini simili opportunita', le competenze dei 15enni siano significativamente condizionate dal retroterra familiare e sociale locale.

Siccome gli insegnanti sono pressoche' sacri in Italia, perche' mercato elettorale ambitissimo, specie dal PD che trova proprio tra gli insegnanti il maggior consenso in assoluto, un articolo su lavoce.info ha cercato di separare gli effetti scolastici da quelli familiari/sociali nella determinazione delle competenze dei 15enni come misurate da PISA e ricordo che (ovviamente) concludevano chele differenze regionali non erano determinati da differente qualita' di scuole e insegnanti, ma solo con la maggiore arretratezza sociale e la minore alfabetizzazione familiare presenti nelle regioni meridionali.

Personalmente (ma ammetto che non ho analizzato personalmente i dati, al contrario di lavoce.info) ritengo che famiglia, societa' e scuola concorrano con incidenza comparabile a determinare i risultati PISA dell'Italia.

Prima di giudicare l'insegnamento impartito dagli istituti professionali sulla base degli esiti dei test PISA bisognerebbe tener conto del fatto che chi frequenta questi istituti anziché i licei è proprio chi ha avuto meno successo negli studi delle elementari e delle medie (a parte la pur notevole selezione di classe). I bravi vengono incoraggiati dai docenti a scegliere i licei.  Personalmente non credo che i docenti degli istituti tecnici siano peggiori dei docenti dei licei. Tra l'altro gli istituti tecnici industriali forniscono spesso diplomati competenti in matematica e interessati ad imparare.

Qui sono d'accordo.

Certamente il divario tra nord e sud negli esiti dei test PISA è un fenomeno che dovrebbe essere studiato e capito. Una comprensione di questo fenomeno ci potrebbe fornire strumenti per diminuire il divario anche in altri ambiti.

Concordo, e un merito che va riconosciuto al ministro Gelmini (a dispetto del suo pessimo curriculum scolastico) e' quello di aver avviato test simili a quelli PISA ogni anno in tutte le scuole italiane, a cura dell'INVALSI.  Ora i dati cominciano ad esserci, coi ministri prima della Gelmini lo Stato italiano permaneva in un totale rifiuto di ammettere che ci potesse essere qualcosa da valutare e confrontare nelle competenze acquisite nella scuola dell'obbligo:  pezzo di carta e bollo statale erano tutto quanto serviva ad un paese che millantava di essere moderno e avanzato.

In ogni caso personalmente ritengo che si scoprira' quello che gia' si conosce bene: il Sud e' storicamente piu' arretrato e meno alfabetizzato del Nord, e lo Stato italiano centralista ha fallito nel suo compito istituzionale di far progredire il Sud, anche nell'istruzione scolastica, ai livelli del Nord.  Probabilmente lo Stato centrale ha perfino ampliato le differenze originarie, con una serie di prassi viziose e stupide.

[...] Bisognerebbe organizzare prove simili a quelle PISA per tutte le scuole. 

Per quello che so io questo viene fatto in Italia da pochi anni tutti gli anni.

Non nego che al centralismo possano essere attribuiti tutti i mali (ma sono o sono state cetraliste molte nazioni progredite, lo è, credo, ancora la Francia). Tuttavia io vorrei capire possibili cause dell'insufficienza delle scuole del sud, più vicine alla realtà empirica, in modo che si possa intervenire sul piano pratico. Un intervento possibile, a livello sperimentale (anche solo per qualche scuola, per capirne di più) è premiare i miglioramenti delle scuole, lasciando alle scuole stesse di cercare modi (non truffaldini) di migliorare l'insegnamento della matematica. Sono d'accordo che le capacità e l'impegno dei docenti sono molto importanti nell'insegnamento della matematica. Ma le condizioni al contorno influenzano anche il rendimento dei docenti. Ad esempio l'insegnante più preparato che non sia in grado di controllare una classe o di mantenere alto il livello di attenzione non potrà mettere a frutto la sua preparazione. L'attenzione degli studenti è la condizione più importante, a mio avviso, per avere un insegnamento efficace. Ma l'attenzione è anche determinata dalle condizioni sociali al contorno: fiducia nell'utilità dell'insegnamento, rispetto per chi è competente, desiderio di imparare, rispetto per le regole, ecc. D'altra parte un insegnante incompetente dà luogo al disinteresse degli studenti.  Insomma le concause possono essere non solo plurime ma variamente intrecciate.

vorrei capire possibili cause dell'insufficienza delle scuole del sud, più vicine alla realtà empirica, in modo che si possa intervenire sul piano pratico

Un elemento utile per iniziare sarebbe una valutazione onesta, uniforme e periodica delle competenze di studenti e insegnanti.  Assieme ai dati sul retroterra familiare e sociale degli studenti, queste informazioni potrebbero consentire di determinare empiricamente i migliori insegnanti e le migliori tecniche di insegnamento.  Se ci sono test standardizzati fatti bene e amministrati senza trucchi, insegnanti e studenti poi avranno degli obiettivi piu' chiari.  Credo che tutti gli Stati progrediti raccolgano questi dati e facciano le relative analisi, in Italia invece si tende ad educare ancora con i metodi del 1800 che avevano un senso per l'istruzione d'elite degli studenti di buona famiglia, ma che producono risultati mediocri se applicati all'istruzione di massa di una popolazione uscita a malapena l'altroieri dall'analfabetismo di massa.

Ma l'attenzione è anche determinata dalle condizioni sociali al contorno: fiducia nell'utilità dell'insegnamento, rispetto per chi è competente, desiderio di imparare, rispetto per le regole, ecc.

Certamente e anche in questo campo lo Stato italiano potrebbe far molto, e invece non fa o peggio fa danni.  Se lo Stato assumesse i dipendenti pubblici con concorsi (come dice la sua stessa costituzione) e se questi concorsi consistessero in valutazioni oneste ed uniformi, ecco che ci sarebbero tutti gli incentivi per gli studenti a stare attenti, e addirittura per le famiglie per pretendere buoni insegnanti. Se invece lo Stato assume i suoi dipendenti in maggioranza, come ha fatto maggioritariamente nella Scuola negli ultimi decenni, stabilizzando precari che hanno avuto supplenze e punti vari in graduatoria accumulati con mezzi spesso obliqui e rocamboleschi, se valuta allo stesso modo il pezzo di carta di un liceo che lavora bene e il pezzo di carta rilasciato dal diplomificio di infima qualita', allora pone incentivi dannosi, che disincentivano nell'impegno allo studio e incentivano solo ad arrivare al pezzo di carta col minore sforzo possibile anche grazie ad imbrogli ed espedienti.

Oramai ovunque si usi performance-based compensation per gli insegnanti, si usano misure di value added come suggerisci tu. Non sono senza problemi, ovviamente, ma sono una buona base di partenza. Ovviamente come hai suggerito sopra, i PISA non sono progettati per fare questo tipo di valutazioni.