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Alcune prime osservazioni sui risultati dei test PISA 2009

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gli ipotetici leghisti potrebbero anzi richiedere allo Stato centrale di diminuire la frazione di insegnanti meridionali al Nord

ipotetici? mica tanto (l'esempio è buono perché totalmente bi-partisan, qui il leghismo è trasversale)

Non è l'esempio giusto. In quella richiesta il consiglio provinciale di Vicenza sollevava la legittima obiezione che i concorsi per preside avevano conferito ideoneità con criteri restrittivi al nord, e di larga manica al sud. Il risultato era: troppo pochi idonei al nord rispetto alla domanda, e troppi al sud. I concorrenti che non avevano ricevuto idoneità al nord si trovavano di fatto ad essere discriminati. 

Non entro nel merito della vicenda legale (non e' nemmeno chiaro se il consiglio abbia richiesto l'esclusione di idonei meridionali piuttosto che di idonei con idoneita' presa in province del sud). Ma l'obiettivo qui non era "ridurre la frazione di insegnanti meridionali al nord". L'obiettivo era "ridurre la frazione di insegnanti cui era stata regalata l'idoneita' "

non conosco la questione, ma il tuo argomento vale se in aggregato (nord + sud) sono state date troppe idoneità per coprire le scuole d'italia, i.e. qualcuno resta a piedi. Sai se questo è vero?

No l'aggregato non c'entra. Il problema e' che in un concorso con gli stessi criteri era piu' facile risultare idonei in certe zone piuttosto che in altre. Chi e' rimasto in piedi sono stati i concorrenti del nord che non hanno preso marginalmente l'idoneita' ma ne avrebbero avuto i requisiti al sud. 

ho capito, ma come fai ad inferire che al nord i criteri erano quelli giusti ed al sud erano troppo laschi, e non che al nord erano troppo severi ed al sud giusti? Immagino che il troppo o troppo poco si definisca in base alla disponibilità di scuole da coprire, o no?

No l'aggregato non c'entra. Il problema e' che in un concorso con gli stessi criteri era piu' facile risultare idonei in certe zone piuttosto che in altre. Chi e' rimasto in piedi sono stati i concorrenti del nord che non hanno preso marginalmente l'idoneita' ma ne avrebbero avuto i requisiti al sud.

Io ho capito qualcosa di leggermente diverso, da precedenti interventi su nFA.  Per quello che ho capito io lo Stato italiano ha bandito un concorso per presidi, regione per regione, specificando che i posti disponibili erano N_i nella regione R_i, e che gli eventuali idonei aggiuntivi (al netto di ritiri fisiologici dei vincitori) non sarebbero mai stati assunti, ma avrebbero dovuto fare un nuovo concorso.  Seguendo le indicazioni fornite, e ritenendo che lo Stato avrebbe dato seguito a quanto stabilito dallo Stato stesso, le regioni del Nord come la Lombardia hanno determinato a seguito di concorso una lista di idonei proporzionata ai posti disponibili nella regione.  Le regioni del Sud (almeno la Campania e' stata nominata esplicitamente) invece hanno determinato una lista di idonei molto piu´ numerosa non solo dei posti disponibili al tempo del concorso, ma anche dei posti disponibili in regione negli anni futuri.

Gli idonei campani non avevano alcun diritto all' assunzione, ne' in Campania ne' altrove, secondo quanto prescritto dallo Stato. Ma come spesso succede con lo Stato italiano, che ha una propensione decisamente disonesta e direi criminogena, perche' proprio incentiva chi non segue leggi e norme e trova trucchi e espedienti per danneggiare gli altri e la societa´, la pressione esercitata dai presidi idonei meridionali almeno campani ma presumo di tutto il Sud, ha ottenuto che lo Stato da un diritto inesistente ne creasse uno reale, garantendo agli idonei meridionali l' assunzione a preside senza ulteriore concorso diversi anni dopo, danneggiando tutti i possibili altri candidati piu' giovani.

Inoltre, dato che il numero degli idonei meridionali non poteva trovare posto nelle Regioni che avevano dato loro l' idoneita', lo Stato italiano seguendo la sua abituale indecente condotta non ha trovato soluzione migliore che riversare gli idonei meridionali proprio su quelle regioni, come la Lombardia e il Veneto, che avevano virtuosamente seguito le norme e le indicazioni precedenti dello Stato stesso, determinando un numero di idonei congruente ai posti disponibili al tempo del concorso, e prevedendo di fare un successivo concorso per reclutare anni dopo i nuovi presidi richiesti.

Il comportamento decisamente ignobile dello Stato italiano spiega molto bene perche' a Vicenza tutte le forze politiche hanno pubblicamente condannato la condotta statale chiedendo che nel Veneto non venissero riversati gli indebiti idonei meridionali.  Direi che ogni persona onesta e senziente non potrebbe fare diversamente.  Solo persone che io considero personalmente stupide e/o completamente traviate dai propri pregiudizi, e/o sostanzialmente in malafede per propri interessi personali o della propria banda, come ad esempio qui Artemio Keidan, possono pubblicamente criticare la sollevazione di tutti i partiti politici di Vicenza contro questo episodio indecente della condotta statale, per di piu' in un settore critico come la Scuola, che dovrebbe essere esempio di onesta', trasparenza, e rispetto delle regole, ma che l'operato dello Stato italiano spesso riduce alla condizione di bordello (cit. da Economist, Dante).

Se questa è la vera storia, sono daccordo con te che le regioni virtuose hanno ragione a lamentarsi. Ma si capisce che il troppo o troppo poco va valutato in base alla disponibilità totale di posti, sia che questa sia calcolata regione per regione, che in aggregato. Il problema, appunto, è che sono stati fatti troppi presidi in aggregato, e che i presidi in piu' sono stati prodotti dal sud.

ecco l'esempio giusto

se il precedente era non giusto, allora come mai il consiglio provinciale ha parlato in termini di nord/sud, e non esplicitamente di promozioni facili e idoneità regalate?

Io tenderei un po' a fregarmene della concentrazione di insegnanti meridionali nelle scuole del Nord. Le differenze tra Nord e Sud sono ovvie ma mi sembra che chi vive-lavora-e-paga-le-tasse in una regione "appartenga" a quella regione. Mi sembra, tuttavia, che si dovrebbe essere d'accordo sul fatto che lo stato centrale dovrebbe smettere di distribuire dove vuole quello che vuole. In questo caso, gli insegnanti meridionali andrebbero dove vogliono e dove sono richiesti. Se richiesti, ci potrebbero rimanere e saremmo tutti più contenti.

Io tenderei un po' a fregarmene della concentrazione di insegnanti meridionali nelle scuole del Nord. Le differenze tra Nord e Sud sono ovvie ma mi sembra che chi vive-lavora-e-paga-le-tasse in una regione "appartenga" a quella regione. Mi sembra, tuttavia, che si dovrebbe essere d'accordo sul fatto che lo stato centrale dovrebbe smettere di distribuire dove vuole quello che vuole. In questo caso, gli insegnanti meridionali andrebbero dove vogliono e dove sono richiesti. Se richiesti, ci potrebbero rimanere e saremmo tutti più contenti.

Fa piacere vedere un po' di sana attitudine liberale e meritocratica, che condivido.

Quanto scrivi sarebbe perfetto se lo Stato italiano facesse decentemente la sua parte e cioe' 1) garantisse una decente uniformita' delle valutazioni e dei livelli di difficolta' dei titoli di studio, o quantomeno una decente informazione della loro disuniformita' 2) garantisse una decente uniformita' delle procedure di reclutamento, senza indebiti vantaggi per alcuni e ingiusti svantaggi per altri.

Per andare oltre la decenza, poi, lo Stato dovrebbe anche controllare un minimo l'operato dei suoi dipendenti, particolarmente in settori critici come la Scuola, anche dopo il reclutamento, sia per il livello di qualificazione, sia per eventuali indebiti casi di assenteismo.  Tutto cio' avviene nei Paesi progrediti, ma purtroppo non avviene nel disastrato Stato italiano.

A Shangai si occupano di mandare i migliori insegnanti e presumo soprattutto i migliori dirigenti scolastici dove i risultati richiedono miglioramenti, in Italia il settore statale appare dedicarsi piu' che altro a garantire privilegi ai dipendenti pubblici che si muovono unicamente secondo le loro richieste personali, per quanto so senza alcuna programmazione orientata a migliorare l'apprendimento scolastico.

Io intendevo essere soprattutto federalista, nel senso che del personale dell'istruzione pubblica potrebbero occuparsene essenzialmente le regioni e lo stato dovrebbe occuparsene il meno possibile. In questo caso, non posso credere che, Bossi o non Bossi, se ci fosse un giacimento di insegnanti eccellenti nel mezzogiorno, la Lombardia non cercherebbe di attirarli nelle proprie scuole e trattenerceli.