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Alcune prime osservazioni sui risultati dei test PISA 2009

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La presentazione dei media, tv e giornali, dei risultati di PISA 2009 è a dir poco scandalosa. Se il TG Minzolini e le dichiarazioni del ministro in carica sono facilmente spiegabili nel loro ridicolo trionfalismo, il titolo di pagina 7 del Sole dell'8 dicembre lo è un po' meno: "Gli studenti italiano recuperano". Leggendo il brano dell'articolo di Claudio Tucci che di seguito trascrivo si capisce però da dove i giornalisti abbiano tratto simile giudizio sintetico e così approssimativo.

"Restiamo comunque sotto la media OCSE in tutte tre le aree testate (e lontano dagli obiettivi di Lisbona), ma nella graduatoria europea recuperiamo sei posizioni nella comprensione dell'italiano, tre posizioni in matematica e un solo posto in scienze. Un risultato eccezzionale, ha commentato il ministro Gelmini. D'accordo il presidente dell'INVALSI, Piero Cipollone: Stiamo convergendo verso l'alto, a testimonianza che si lavora seriamente nelle scuole si può migliorare a prescindere dai tagli."

E' quindi lo stesso INVALSI, con le affermazioni del suo presidente, economista di provenienza Banca d'Italia, a esprimersi in modo da indirizzare i commenti dei media. A questo punto mi permetto di sollevare qualche perplesità sull'onestà intellettuale del presidente dell'INVALSI e nutrire più di una  preoccupazione sul ruolo che l'istituto in questione dovrebbe svolgere nella valutazione del sistema italiano dell'istruzione.

Più interessante, per capire cosa fare, questo passo, tratto dall'articolo di Marco Moussanet, sempre nella stessa pagina, dal titolo "Asiatici i migliori e l'esordiente Cina balza subito in testa". In realtà la Cina è presente solo con la città di Shangai, che ha delle caratteristiche di grande interesse: "ha un PIL pro capite nettamente inferiore alla media OCSE (considerazione che in misura minore si può estendere anche alla Corea", ma ancora più importante: "è ancora Shangai .... la realtà in cui è maggiore la percentuale di studenti provenienti dagli ambienti socio economici più disagiati a ottenere risultati scolastici di alto livello (ben il 76%, rispetto al 72% di Hong Kong)"

Come si arriva a questo risultato? Semplice, ce lo racconta in poche parole lo stesso OCSE nel suo commento: "Tutte le scuole vengono continuamente tenute sotto controllo da un'equipe specializzata e quando un istituto scolastico comincia a dare segni di peggioramento significativo vi vengono inviati, spostandoli da altre scuole, i dirigenti migliori, che costituiscono squadre di insegnanti scelti tra i più bravi."

Che noi abbiamo questo genere di problemi, ovvero non riusciamo a colmare lo svantaggio iniziale pur spendendo tanto, lo si comprende intuitivamente dall'esperienza diretta delle scuole italiane, ma è interessante notare un dato che è allo stesso tempo dimostrazione indiretta del problema e comunque elemento aggravante. Si tratta dell'indice che determina la varianza, dove siamo secondi assoluti con il 62% e che esprime la differenza nei risultati ottenuti da scuole della stessa città o addirittura dello stesso quartiere.

Ve la immaginate la stessa strategia d'intervento, qui da noi, tra graduatorie, RSU e sindacati, ricorsi al TAR e compagnia cantando?

 

Tutte le scuole vengono continuamente tenute sotto controllo da un'equipe specializzata e quando un istituto scolastico comincia a dare segni di peggioramento significativo vi vengono inviati, spostandoli da altre scuole, i dirigenti migliori, che costituiscono squadre di insegnanti scelti tra i più bravi

Ecco come fa Shangai ad avere risultati così alti: non appena una scuola va male, ci vengono mandati gli insegnanti ed i dirigenti migliori e i peggiori vengono scaricati in provincia, dove però non vengono fatti i test PISA.

Mi immagino già i tg cinesi euforici: "le scuole cinesi sono le migliori al mondo! finalemente lo riconoscono anche gli stati imperialistici dell'ocse".

Con i genitori delle province di campagna, che non si sono mai mossi dal loro villaggio per più di trenta chilometri se non attraverso la televisione di regime, tutti orgogliosi dell'istruzione limitata impartita ai loro bambini.

Gli unici dati attendibili per la Cina, sono quelli della SAR di Macao, perché almeno lì, il Partito non ha completamente mano libera.

Ecco come fa Shangai ad avere risultati così alti: non appena una scuola va male, ci vengono mandati gli insegnanti ed i dirigenti migliori e i peggiori vengono scaricati in provincia, dove però non vengono fatti i test PISA

Ha frainteso il senso della citazione da me evidenziata. Non riguarda Shangai ma gli altri paesi orientali come Corea (Sud) e Hong Kong che si collocano stabilmente ai primi posti delle classifiche.

E' l'intervento necessario per ottenere risultati dove è più difficile averli, nelle situazioni di maggiore povertà economica e culturale. E' esattamente quello che la scuola italiana non riesce a fare, vincere la partita dove è più difficile e le condizioni di partenza sono più sfavorevoli.

Fondamentale è poi il fatto - assolutamente normale in qualsiasi ambito lavorativo -che le situazioni difficile vengano controllate con rigore dall'esterno e che il primo a risponderne sia il dirigente. A questo deve comunque essere lasciata la libertà di scegliersi per quanto possibile i collaboratori e il personale che ritiene migliore per lo scopo.

Dove vengano mandati gli insegnanti meno capaci non lo so, immagino ad assovere compiti più adeguati alle loro capacità o dove fanno minor danno, e se sono del tutto incapaci a fare un altro lavoro. Il sistema delle charter school americano - di cui si è discusso in un precedente post - non è molto dissimile da questo. E' chiaro che in questo contesto il dirigente non è un burocrate che ha vinto una volta un concorso e poi rimane al suo posto a prescindere dai risultati ottenuti.

Fantascienza?