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Testimonianza "idraulica" sull'alluvione a Vicenza

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Da quel che ricordo dai miei studi, esiste una legislazione copiosa sull'esproprio, di durata pluridecennale, costantemente e persistentemente eliminata dalla corte costituzionale quando prevedeva compensi inferiori al prezzo di mercato dell'immobile espropriato. Mi pare che la relativamente recente normativa vada nella direzione di soddisfare questi requisiti.

La legge sull'esproprio serve principalmente ad obbligare i proprietari a cedere l'immobile; la determinazione del prezzo e' una conseguenza necessaria.

La legge sull'esproprio serve principalmente ad obbligare i proprietari a cedere l'immobile; la determinazione del prezzo e' una conseguenza necessaria.

Non so se ho capito bene, perché questo è molto ingarbugliato. Io trovo che non ha senso avere una legge che obbliga a cedere l'immobile se non per usare forme di determinazione del prezzo fuori dalle regole del mercato.

Qualcuno me lo deve spiegare, ma usando parole semplici in modo che le possa capire un contadino come me, poiché io assumo che se esiste un mercato che regola gli scambi, e questo avviene secondo i semplici criteri che già avevo citato, allora non serve alcuna legge: l'unica legge che vale è la legge del mercato. Voi l'immobile? Offri quanto basta affinché il proprietario ritenga di essere adeguatamente compensato della perdita del suo bene. Stop.

 

Non vorrei dire cazzate, ma secondo m parlare di prezzo di mercato in questi casi è un po' improprio: se il terreno è da espropriare per costruirci una tangenziale il prezzo di mercato lo fa la possibilità di risarcimento, non vice versa. Inoltre il prezzo di mercato si forma quando una parte è disposta a vendere e l'altra a comprare in regime di concorrenza. Chi ha la casa sul tragitto della tangenziale è in posizione di monopsonio.

Sarebbe però pressochè impossibile costruire strade accontentando tutti i vecchietti attaccati alla casa di famiglia ed i furbi che tirano sul prezzo perchè sanno che aggirare la loro proprietà costerebbe una fortuna, per cui si fanno gli espropri.

Quindi gli espropri si fanno, e l' indennizzo si cerca di calcolarlo in base al prezzo di mercato di proprietà simili in zona.Che è probabilmente equo (o quasi, direi che un minimo di compenso per l'obbligatorietà ci starebbe pure), ma resta forzoso.

Grazie Marcello per il chiarimento, in effetti il mio post era leggermente contorto. Il problema di molte leggi precedenti (dall'unita' d'Italia in poi) e' che prevedevano un prezzo inferiore a quello "equo", calcolato per esempio in base al valore di proprieta' simili in zona. 

Ma ha ragione anche il lettore: se uno ha un particolare attaccamento sentimentale alla proprieta' per cui non e' disposto a disfarsene a nessun prezzo, allora il prezzo "di mercato" di quell'immobile e' infinito. La legge dunque serve a pagare meno.