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Perché il DDL Gelmini non è (era?) tutto da buttar via

17 commenti (espandi tutti)

In primo luogo mi sembra che molti di questi nomi non fossero nella lista dei 15 proposti dal comitato di selezione. La cosa è alquanto soprendente, anche se presumo abbia un fondamento legale.

Forse mi son perso una puntata: esisteva una lista ufficiale dei magnifici 15?

Nessun giurista, nessun letterato. Mi domando come faranno a stabilire requisiti minimi etc. in settori che non conoscono.

Boh. Chiederan consiglio a Giavazzi :)

Per quanto riguarda le persone, noto  che nella lista dei top scientist della VIA compaiono Fantoni (561) e Benedetto (563) tutti e due con H-index 32.

Penso che l'H-index vada maneggiato con cura; e penso non possa essere l'unico parametro.
Per esempio:  se nella lista fosse finito dentro Luigi Frati  non sarei stato entusiasta (anche se ha H-index=42)...

Insomma: il fatto che l'H-index sia ben discosto da zero  dovrebbe esser garanzia che il commissario e' familiare col mondo della ricerca (anche se il quanto valga un H-index, va valutato settore per settore). Ma altrettanto (se non piu') importante e' l'onesta' intellettuale.
Gli economisti si inventeranno un indice per misurarla?
:)

In primo luogo mi sembra che molti di questi nomi non fossero nella lista dei 15 proposti dal comitato di selezione. La cosa è alquanto soprendente, anche se presumo abbia un fondamento legale.
ufficiale dei magnifici 15?

Dicono i rumors che la lista ha cambiato aspetto varie volte, di fatto venendo anch'essa "fatta calare" dal Ministero, piuttosto che essere l'esito del giudizio di valutazione comparativa... saranno ovviamente dicerie... comunque l'attuale lista (insomma quella ufficiale) è stata tosto pubblicata... (non basta, avevo chiesto l'intero Processo Verbale del Comitato di Selezione...)

RR

La lista era stata pubblicata dal Corsera e da altri giornali. Mancavano la Ribolzi e Novello. Secondo i rumors, hanno chiesto ad un paio di prescelti di  rinunciare, liberando posti che poi, presumo, la commissione ha riempito. 

La Ribolzi è una esperta di scuola, non di università.

La Ribolzi è una esperta di scuola, non di università.

L'importante è che sia in quota PdL.

r

Quota Comunione e Liberazione.  Scrive con Vittadini

Può essere, però colgo l'occasione per far notare che la sezione "Educazione" de "il Sussidiario.net" è stata in modo concorde "aperta" ai commenti/editoriali di "tutti" - cioè si è deciso di utilizzare quel sito come forum (o, se vogliamo, anche come quasi-blog) di discussione e riflessione in materia di politiche scolastiche. Un pochettino, tanto per far capire, come accade per Radio Radicale che trasmette eventi e conferenze di tutti i partiti/movimenti culturali. Aggiungo anche che trovo (ho sempre trovato) decisamente interssante quella sezione, a conferma della bontà della scelta.

Comunque ci tengo anche a dire che ho messo quel punto informativo per dire qualcosa "sul come è stata considerata" la membership del Consiglio Direttivo agli effetti delle scelte finali, ma non è mia intenzione considerare i contributi della Ribolzi o di chicchessia meramente sotto la lente di quel giudizio.

RR

Il sussidiario sarà anche un forum aperto ma la prof Ribolzi scrive con Vittadini, capo di Comunione e Liberazione. Mi sembra sufficiente. Inoltre si è prevalentemente occupata di scuola, non di università

Vittadini, capo di Comunione e Liberazione

 

se permetti Vittadini, capo della Compagnia delle Opere emanazione di Comunione e Liberazione

Inoltre si è prevalentemente occupata di scuola, non di università

Colgo l'occasione per una annotazione di rilievo.

Per causa remota nella filosofia continentale, che si basa sugli "enti" più che sui "processi", e per causa prossima nell'autoreferenzialità della nostra casta accademica (italica, sto dicendo), rafforzata nei tempi correnti anche da certo deleterio giavazzismo, si continua a categorizzare in modo improprio le funzioni e le attività quivi oggetto di discussione. Invece di parlare di "istruzione superiore" (o terziaria) e di "ricerca", il discorso italiano è tutto declinato sulla parola e sul concetto di "Università". Da qui l'accentuata contrapposizione con gli altri livelli di istruzione, che invece non ha motivo di essere, se posta in questi termini.

Dal mio punto di vista i "problemi" con la Ribolzi possono essere di contenuti, di "disaccordo" sui temi, ecc. ecc., ma non certo sul fatto che sia necessario avere esperti dei processi formativi - insegnamento, apprendimento, valutazione della formazione - che contribuiscano alla missione dell'ANVUR in quel settore. Ovvio che ci sarebbero potuti essere altri esperti, con esperienze più dirette nella formazione di livello universitario, ma bisogna anche dire che l'Italia non è messa bene in quel campo, e l'invadenza e l'arroganza degli economisti nel settore delle politiche di cui stiamo parlando non fa che accentuare il problema.

RR

 

 

Divertente siparietto si apre sulla nomina dei 7, per il sollazzo di tutti noi spettatori.

Il Mezzemaniche della Valtellina fa finta di incazzarsi dicendo che "sono tutti di sinistra", in realtà si capisce bene a cosa abbia portato il nefasto giavazzismo di questi anni: tutti sono convinti che l'ANVUR "dovrà dare i voti agli Atenei" [brrrr....], quindi questi 7 sono i Maestri che daranno i voti, e se non prendo un voto buono mi tolgono i soldi, quindi voglio un Maestro amico, ecco che manca il Maestro del Sud, manca il Maestro di Lettere, non mi piace la Maestra Castoris, quel Maestro l'ho visto che andava dal PD...

Divertimento assicurato.

RR

 

 

Il giavazzismo consiste nel fatto che i valutatori devono valutare - e quindi dare i voti. Invece gli "esperti di valutazione" professionisti producono ponderosi documenti sulla teoria della valutazione pieni di paroloni tipo "deontologia professionale" o per dirla con Alberto  Sordi "bbboni, statte bboni".

 

Il giavazzismo consiste nel fatto che i valutatori devono valutare - e quindi dare i voti.

Divertente teoria in base alla quale "valutare" significa, o implica, "dare voti". Noi che non siamo stati slavazzati dal giavazzismo continuiamo a pensare che "valutazione" significhi "attribuzione di valore", e che ci sia molto più valore nei significati che rapportano un corpo d'evidenza informativa ad un criterio qualitativo che ad un sintetico-riduttivo meccanismo oracolare che sorpassi quel momento inestimabile.

Poi, c'è tutto un contesto del significato e un contesto del giudizio da discutere...

RR

P.S.: il MIUR smentisce l'Uomo dai Calzini a Pois.

 

 

 

Invece gli "esperti di valutazione" professionisti producono ponderosi documenti sulla teoria della valutazione pieni di paroloni

E infatti

continuiamo a pensare che "valutazione" significhi "attribuzione di valore", e che ci sia molto più valore nei significati che rapportano un corpo d'evidenza informativa ad un criterio qualitativo che ad un sintetico-riduttivo meccanismo oracolare che sorpassi quel momento inestimabile.

CDD

 

Grande Timoniere, nella versione nuova del sito ricordati di aggiungere dei bottoncini per like/dislike, con svariate intensità. Questo, di GF, era "Standing Ovation".

P.S. È triste ma proprio vero: se non ce l'hai, per quanto ti sforzi, non riesci ad usarlo ...

gesti

fausto di biase 24/1/2011 - 11:09

scusa Michele se sono pedante e quindi faccio difficolta` a non prendere qualcosa sul serio, ma:

e` gia` difficile dialogare con gli altri sulla base di argomentazioni (che abbiano almeno la sembianza di  razionalita`)

se ci mettiamo a intervenire con la pura gestualita` da stadio (applausi, bottoncini, corde?) sara` ancora piu` dura

 

Boh, non dubitavo che i Professori italiani fossero alquanto disinteressati alla valutazione, per questo ho - nel mio piccolo - tentato (tento) di contribuire alla circolazione dell'informazione con un sito e con un blog.

Anche una qualsiasi norma (di legge, non di legge, tecnica, ecc.) è un criterio, dal punto di vista di chi deve valutare/giudicare la corrispondenza o congruenza della realtà alla norma. E per questo il giudice deve collezionare le evidenze necessarie al giudizio.

Se Lei pensa che un giudizio oracolare come quelli [tipici] dei Professori italiani quando, che so, scrivono i verbali delle procedure concorsuali, o fanno le revisioni di progetti o di articoli, sia il massimo ottenibile e desiderabile, si contenti pure.

Noi diffondiamo una cultura della valutazione che è prassi altrove - proprio perchè c'è un'etica diversa, un'etica riformata.

Per questo, ad es., se vogliamo fare un'esempio tanto per farlo [e anche chiarire quello che ho sopra riassunto], possiamo prendere un'Università americana a caso. Prendiamo, ad esempio, la Washington University in St. Louis. Questa Università, se vuole ricevere contributi pubblici (ad es. dalle agenzie finanziatrici della ricerca), se vuole che i suoi studenti ricevano borse di studio federali, ma anche statali, se vuole che i suoi titoli di studio siano considerati in vari impieghi e professioni, ecc. ecc. dovrà mantenere il suo stato di Università accreditata (quantomeno, ma non solo) presso la competente Agenzia regionale, la Higher Learning Commission della North Central Association of Colleges and Schools (NCA), competente nello Stato del Missouri.

Risulta che il prossimo round è previsto, per questa Università, nel 2014-2015. In quell'occasione, i solerti amministratori dovranno preparare tutte le evidenze richieste dai criteri di valutazione (qualitativi, tipicamente) affinchè il Panel di valutazione possa formulare un "giudizio non oracolare". Si dovranno cioè rapportare i criteri alle evidenze colà descritte o suggerite. Niente di tragico, dico, stiamo parlando di capire quello che fa codesta Università e come lo fa. Se il criterio è "The organization’s goals for student learning outcomes are clearly stated for each educational program and make effective assessment possible.", e una delle evidenze da confrontare è

  • Faculty are involved in defining expected student learning outcomes and creating the strategies to determine whether those outcomes are achieved.

vuol dire che si dovrà preparare un corpo di evidenze adeguato (ponderosi documenti), e, da parte del Panel, utilizzarlo in modo appropriato e in accordo con la formazione ricevuta, per formulare il giudizio, secondo la metodologia dell'Agenzia.

Non mi dilungo, perchè può andare avanti con l'esempio da Lei stesso, e diffondere la medesima cultura nell'ambiente in cui si trova, per contribuire alla causa.

RR

 

 

pieni di paroloni tipo "deontologia professionale" o per dirla con Alberto  Sordi "bbboni, statte bboni"

Leggete e fate diffondere il Singapore Statement on Research Integrity. Qualcuno lo sta pure traducendo in Italiano. Si lavora per una campagna di sensibilizzazione anche in Europa. Ovvio che gli Stati Uniti hanno una maggiore tradizione nel campo, così come alcuni Paesi Europei più di altri.

Beninteso, la deontologia professionale è presa sul serio nei Paesi seri - in quelli dove si propaganda Alberto Sordi è più difficile, ma non per questo abbandoniamo il campo.

RR